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Gentiloni-Lavrov e i rapporti tra Italia e Russia

Di Stefano Pioppi
In In Evidenza
29/03/2016
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Il ministro degli esteri e della cooperazione internazionale Paolo Gentiloni ha fatto visita al suo omologo russo Serghei Lavrov. Al centro dell’incontro bilaterale, la cooperazione Italia-Russia, la crisi siriana, la lotta al terrorismo e la questione libica. Il colloquio tra i due ministri ha però toccato tutti gli aspetti dei rapporti tra il nostro Paese e la Russia, compresi i temi industriali ed energetici.

In questo senso, Lavrov, durante la conferenza stampa successiva all’incontro con Gentiloni, ha ricordato che “l’Italia rimane uno dei nostri partner più importanti nel settore energetico”, rispolverando il memorandum d’intesa siglato il mese scorso sulle forniture di gas che dovrebbero arrivare in Italia attraverso il Mar Nero e la Grecia. Il ministro Gentiloni intasca così l’assicurazione che mancava all’Italia sul South Stream. Le preoccupazioni italiane erano emerse in seguito all’intesa tra Mosca e Berlino sul Nord Stream 2, progetto di iniziativa tedesca che rischiava di ridurre l’interesse russo ad aprire una rotta sud per le proprie forniture energetiche. Proprio relativamente al memorandum, Lavrov ha affermato: “questo documento offre buone opportunità di cooperazione su vasta scala tra la Gazprom ed Edison. Eni ed Enel – ha proseguito il ministro russo – rimangono partner tradizionali e importanti”. Ribadita anche la cooperazione in materia industriale aeronautica. Lavrov ha citato il Sukhoi Superjet-100, progetto italo-russo ad alto contenuto tecnologico, realizzato dalla Sukhoi Civil Aircraft Company in partnership con Finmeccanica-Alenia Aermacchi.

Oltre ai rapporti economici, il primo dossier discusso è stato quello libico. Secondo il Ministro Gentiloni “il tempo per la costituzione di un governo di unità nazionale in Libia non è infinito e bisogna lavorare tutti insieme perché questo governo possa al più presto insediarsi a Tripoli e iniziare l’opera di stabilizzazione del Paese”. Circa la possibilità di un intervento militare Gentiloni ha chiarito: “non ci sono missioni militari sul punto di partire. Certamente ci sono alcune disponibilità, e l’Italia coordina queste disponibilità”. D’altra parte, Lavrov ha assicurato all’Italia tutto il sostegno possibile. “Sosteniamo gli sforzi dell’Italia per risolvere la crisi in Libia”, ha detto il ministro russo ai giornalisti.

Tra i temi sul tavolo dell’incontro, anche la crisi siriana. Per Gentiloni, “il ruolo della Russia è stato di fondamentale importanza nel processo di pace in Siria”, si legge nella nota della Farnesina. Il ministro ha però sottolineato l’esigenza di fare un salto politico a partire dal rispetto del cessate il fuoco. Nelle parole di Gentiloni, “occorre essere consapevoli che se alla tregua non si accompagna un passo avanti in senso politico il rischio è quello della fragilità”. Secondo Lavrov, è necessario che a tale processo politico, lanciato a Ginevra sotto l’egida delle Nazioni Unite, sia impressa “una natura veramente inclusiva, in modo che tutti gli strati della società siriana, compreso il governo e l’intero spettro dell’opposizione, siano rappresentati nei negoziati”. Su Palmira, liberata ma devastata dall’occupazione delle forze dello Stato Islamico, i due ministri hanno concordato circa la possibilità di inviare i caschi blu dell’Onu, coinvolgendo attivamente l’Unesco per la protezione di un patrimonio culturale inestimabile.

La crisi siriana e la questione libica si legano inevitabilmente al tema della lotta al terrorismo. Essa non si realizza solo in Siria, in Libia e nei paesi della regione Mena (Medio Oriente e Nord Africa) in cui le organizzazioni terroristiche rappresentano una minaccia tendenzialmente tradizionale. I recenti attentati di Bruxelles, infatti, hanno mostrato per l’ennesima volta l’esigenza di uno sforzo all’interno dei nostri Paesi per arginare una minaccia che anche in Europa è concreta. Secondo il ministro Gentiloni, serve maggiore condivisione di informazioni tra le agenzie di sicurezza. In altre parole, “la cooperazione tra i servizi militari e di intelligence dei diversi Paesi è necessaria, e questa include la Russia”.

In un clima cordiale e disteso, Lavrov e Gentiloni hanno così trattato i rapporti Italia-Russia nel loro complesso, dimostrando “volontà e impegno a mantenere un dialogo basato sulla fiducia, significativo e specifico su una vasta gamma di tematiche”, ha detto il ministro russo. Con questa visita, Gentiloni conferma l’intesa con la Russia sulle più delicate questioni internazionali, rafforza il legame economico tra i due Paesi, e ottiene un’ulteriore appoggio per un ruolo decisivo nella risoluzione della questione libica.

Nel frattempo, Lavrov prosegue un lavoro di riavvicinamento della Russia all’Europa e agli Stati Uniti dopo lo strappo ucraino. Nei giorni precedenti al meeting con Gentiloni, Lavrov aveva incontrato il ministro tedesco Frank-Walter Steinmeier e il segretario di stato americano John Kerry. Con l’intesa sul cessate il fuoco in Siria, il suo rispetto, e l’annuncio del ritiro di una parte consistente delle truppe lì dispiegate, la Russia cerca di mostrate il suo volto più accomodante e distensivo. Allo stesso tempo però resta inamovibile sulle proprie priorità nella questione siriana: ruolo determinante, almeno al pari degli Stati Uniti, all’interno del gruppo di supporto internazionale alla Siria; e coinvolgimento del governo di Assad in qualsiasi processo politico di pacificazione. Putin e Lavrov mettono in atto una politica estera che per il momento sembra realmente efficace.

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