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Strategicamente

Di Andrea Margelletti
In Columnist
25/02/2016
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Cresce la flotta europea grazie all’Am italiana

Lo scorso 12 gennaio l’Italia ha trasferito l’autorità di 31 velivoli da trasporto militare all’European air transport command (Eatc), che ora potrà anche contare sul controllo operativo di quattro Boeing KC 767 A, 20 C-130J Hercules e sette C-27J Spartan. L’iniziativa dell’Eatc è stata lanciata nel 2010 a Eindhoven, nei Paesi Bassi, su proposta di Francia, Germania, Olanda e Belgio, per poi estendersi anche a Lussemburgo e Spagna rispettivamente nel 2012 e nel 2014. Il 4 dicembre 2014 è stata infine la volta del nostro Paese, da sempre attento alle tematiche inerenti l’integrazione in ambito europeo, soprattutto per quanto concerne la difesa comune.

Con il recente trasferimento d’autorità, l’Eatc potrà ora gestire una significativa flotta di velivoli che comprendono aerocisterne e aeromobili da trasporto di vario tipo. L’innovativa struttura di gestione dell’Eatc prevede che il proprio comandante possa sovrintendere l’impiego e la gestione di un determinato velivolo, ferma restando la facoltà da parte dello Stato di bandiera di revocare temporaneamente il trasferimento d’autorità su uno (o più) di questi assetti, così come di far rispettare i propri caveat nazionali per l’impiego dei mezzi.

Ecco quindi che, grazie a questa iniziativa, le Forze armate dei Paesi europei potranno proseguire sulla via dell’integrazione, un obbligo dettato sia dall’attuale congiuntura economica, che mette a dura prove le risorse destinate ai bilanci della Difesa dei singoli Stati, sia dalla sempre più impellente necessità di integrare maggiormente gli sforzi nel campo della sicurezza, specialmente in quei settori-chiave e strategici come il trasporto aereo e l’aerorifornimento.

L’Eatc va pertanto a costituire un vero e proprio moltiplicatore di forze all’interno dello scenario europeo, in quanto riesce a distribuire e gestire in maniera rapida e oculata questi asset fondamentali, venendo incontro alle esigenze operative degli Stati che aderiscono all’iniziativa. L’Unione europea, infatti, ha da sempre sofferto di una carenza capacitiva nel settore del trasporto strategico e in quello del rifornimento in volo: due ambiti che vengono stressati dalle attuali operazioni all’estero e che determinano la riuscita o meno di tali missioni, vista la necessità di garantire, alle proprie Forze armate e alleate, la possibilità di operare con continuità lontano dalle proprie basi di partenza.

Ecco quindi che l’espansione delle capacità in seno all’Eatc va a costituire un ulteriore passo concreto verso la maggiore integrazione delle Forze aeree europee. Resterà ora da vedere se l’impianto organizzativo e gestionale dell’Eatc continuerà a richiamare altri Paesi, proseguendo così verso una reale standardizzazione operativa, magari anche in tema di velivoli presenti all’interno delle flotte nazionali.

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