Trovaci su: Twitter

Elicotteri alla Polonia, atteso a giorni un annuncio ufficiale

Di Michela Della Maggesa
In In Evidenza
04/02/2016
0 Commenti

Un annuncio dopo il colpo di scena della Polonia, è atteso intorno al 10 febbraio. A fine gennaio infatti il nuovo governo del Paese ha fermato l’accordo da quasi 2,5 miliardi di euro con Airbus per la fornitura di 50 elicotteri H225M Caracal da mettere in linea con l’Esercito per missioni di trasporto truppe, ricerca e soccorso e ASW. “Soffriamo – ha dichiarato alla stampa il vice ministro alla Difesa, Barbara Kownacki – il mancato utilizzo delle capacità industriali della Polonia. Dobbiamo – ha aggiunto  – ottenere il massimo dalle trattative. Non so se i negoziati finiranno, ma nella situazione attuale non raggiungeremo un accordo”. Parole pesanti queste che lasciano poche speranze al  gruppo europeo di portare a buon fine la trattativa. Entro pochi giorni dunque, Varsavia potrebbe, pagando ingenti penali, anche decidere di annullare l’accordo.

Il partito di centro-destra che a ottobre ha vinto le elezioni, non troppo favorevole all’Europa e ansioso di rafforzare i suoi rapporti con gli Usa, ha fatto tornare in pista le possibilità per Sikorsky (che aveva proposto con PZL Mielec l’S-70i Black Hawk) e Finmeccanica Helicopters, che partecipava in Polonia con il suo AW149, ritenendolo “l’unico elicottero di nuova generazione proposto al Paese”. “Investire su vecchie piattaforme non ha senso”, aveva detto dopo l’esclusione dalla gara,  Daniele Romiti, allora numero uno di AgustaWestland, spiegando come l’H225 di Airbus Helicopters avesse già un successore, l’X6. “Siamo convinti che nel bando ci siano state delle irregolarità, a danno delle Forze Armate e dei contribuenti”, aveva fatto sapere invece PZL Swidnik, la controllata polacca di Finmeccanica, che aveva anche presentato ricorso. Sia quest’ultima che Sikorsky hanno stabilimenti in Polonia, mentre Airbus ha proposto a Varsavia la costruzione di uno stabilimento per l’elicottero nella città di Lodz, in partnership con l’industria polacca WZL-1. Ma a quanto pare quanto offerto non è piaciuto.

Lascia un commento

avatar