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Visti da lontano

Di Nick Brough
In Columnist
02/02/2016
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Alla ricerca del proprietario dei jumbo smarriti nell’aeroporto di Kuala Lumpur

La vicenda dei tre boeing 747 “smarriti” nell’aeroporto di Kuala Lumpur sta assumendo i contorni di un buon film, non un giallo, ma una commedia.
Dopo l’annuncio “cercasi proprietario di tre jumbo…” che ha fatto il giro del mondo a dicembre, ha subito alzato la voce un’aspirante vettore malesiano, la Swift Air Cargo, che sostiene di esserne il legittimo proprietario e dichiara di aver solo parcheggiato gli aerei, in attesa di ottenere la licenza di compagnia aerea dal ministero dei trasporti. La Swift dice di essere in contatto da giugno scorso con la direzione dell’aeroporto, senza aver convinto quest’ultima della documentazione presentata. L’aeroporto non commenta, ma dice che “diversi proprietari sono stati identificati, ma non è stato possibile rintracciarli”.
Ma chi è la Swift Air Cargo? Abbiamo dato un’occhiata al sito, che fornisce una lettura insolita per una compagnia aerea. Fino al cambio di nome, si chiamava “Splunk n’Dash Sdn Bhd”, ci informano. E si capisce perché cambiano il nome. La homepage va subito al dunque e spiega gli essenziali della business proposition: “Un nuovo vettore cargo, basato nella bella Kuala Lumpur, Malesia, un Paese caldo e meraviglioso nell’esotico Estremo Oriente”. La compagnia ci illustra altri approfondimenti strategici: la Malesia è un Paese dalle rare opportunità e Swift ha individuato una nicchia di mercato unica, per cui sarà senza concorrenti sul mercato. Swift è in corso di sviluppo da 10 anni e a breve comincerà a volare con due Boeing 747 Freighter verso l’Africa e il Sud America”… Sarà. Da veri esperti di marketing e comunicazione, la Swift ha un pay off di grande impatto: “Swift: The easiest way to fly a parcel”. In alto sulla homepage c’è una bella foto di un 747 passeggeri, nella livrea della Saudi Arabian Airlines, con nome e logo rimosso. Un’altra pagina illustra due jumbo, questa volta nella livrea di Mas Cargo.

Molto interessante il profilo biografico dell’amministratore delegato, Captain Blue. Il comandante pare molto riservato, in quanto ci rivela solo il nome “Blue”: nome, cognome, nome d’arte? Abbiamo trovato però un altro riscontro che ci consente di identificarlo come Blue Peterson, una volta dirigente di IndiGo. Lui stesso racconta nel sito di aver trascorso l’infanzia in Oriente, di aver frequentato il liceo a Singapore e l’università negli USA, prima di tornare nell’Estremo Oriente, dove risiede da 17 anni. Ha imparato a volare in California e ha pilotato una gamma di aerei che spazia dal Piper Cub al Boeing 747, per compagnie aeree degli USA e per Malaysian Airlines (MAS). Dopo molti dettagli sulle ore di volo sui vari tipi di velivoli, si rivelano i suoi elementi distintivi. “Quando Blue è dietro la cloche è noto per la sua alta velocità ed efficienza. Quando volava con la Mas ha risparmiato più di 600 ore blocco nell’arco di sei anni, con una riduzione del consumo di carburante e un risparmio di tre milioni e mezzo di dollari”. La biografia si chiude con un buon auspicio: “Swift will succeed”. Perché Peterson preferisce chiamarsi solo “Captain Blue”? Che voglia associarsi con il personaggio di una serie televisiva britannica “Captain Scarlet and the Mysterions”, trasmesso negli anni 1967–68? Captain Blue era il fedele braccio destro di Captain Scarlet. La storia dei difensori della terra di fronte al pericolo dei Mysterions fu ripresa nel 2005 in una nuova versione con animazioni digitali.

L’ultimo mistero è cosa vorrebbe fare con tre aerei, di cui uno già senza motori, fermi e trascurati da cinque anni in un ambiente tropicale, molto umido? Farli volare avrebbe un costo proibitivo. Rottamarli e vendere componenti renderebbe abbastanza per pagare il parcheggio dei jumbo in un aeroporto per un periodo arretrato così lungo?
Tornando ai tre jumbo parcheggiati a Kul, va precisato che la loro presenza nello scalo risale a cinque anni fa. La compagnia proprietaria al momento dell’atterraggio dichiara di averli venduti a un’altra società che però non è più rintracciabile. Swift racconta ogni passaggio intermedio di proprietà degli aerei, passando in questi anni fra Islanda, Cina e Turchia ma la sua versione non sembra aver convinto l’aeroporto.
Quanto tempo ci vuole per separare un aereo da un autobus in India?

Non si tratta di una barzelletta ma di un problema verificatosi recentemente all’aeroporto di Calcutta. Un autobus interpista è entrato in collisione con un Atr di Air India, regolarmente posizionato su una piazzola e in procinto di imbarcare i passeggeri in partenza. Ebbene, la forza della collisione e la penetrazione dell’autobus nell’aereo è stata tale da necessitare cinque giorni solo per districare i due mezzi. La sera del quarto giorno, i media locali riferiscono, i tecnici di Air India provenienti dalla divisione ingegneria di Mumbai, insieme al personale tecnico basato a Calcutta sono riusciti nell’operazione, dopo aver gonfiato un grande pallone sotto l’ala, in modo da sollevare l’aereo. La mattina dopo è stato staccato l’autobus. I tempi per riparare l’aereo saranno più lunghi.
United Airlines “assume” 200 cani per calmare i passeggeri in attesa di partire

Partire nei momenti di picco del traffico, come Natale, è talvolta stressante. United Airlines ha “assunto” duecento cani per fare compagnia ai passeggeri nei sette aeroporti principali della compagnia negli Stati Uniti. Ricerche dimostrano che una semplice carezza a un cane rilascia un ormone che riduce lo stress. Il programma “United paws” (zampe unite) ha operato a Los Angeles, Cleveland, Denver, Newark, Washington, Houston e Chicago.
E per chi ha tutto, ma proprio tutto nel suo jet…

Fissati per il posto finestrino? Se siete fra questi e avete la fortuna di possedere un jet privato, Windspeed, societa di tecnologia aeronautica americana, ha pensato a voi. La Windspeed, infatti, progetta e si offre di installare skydeck, cupole trasparenti sopra la fusoliera di aerei executive e aerei grandi per consentire a uno o due passeggeri di godere una vista mozzafiato a 360 gradi durante il volo. La modifica non sarà economica, ma d’altronde tutti gli optional hanno il loro costo. Buon viaggio!

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