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Strategicamente

Di Andrea Margelletti
In Columnist
22/12/2015
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Terrorismo e contromisure 2.0

Il continuo peggioramento della situazione geostrategica del Mediterraneo allargato comporta pesanti ripercussioni per la sicurezza italiana. Gli attentati di Parigi ad esempio costituiscono l’ultima evoluzione di una minaccia alla sicurezza divenuta ormai costante: il terrorismo. I gruppi terroristici sono divenuti estremamente mutevoli e adattabili: la realtà dello Stato Islamico, costituisce un esempio lampante e un unicum in tal senso nella storia contemporanea. Mai prima del 2014, un gruppo antisistema come l’Isis era riuscito a configurarsi come un proto-Stato, con una capitale, una popolazione sotto il suo dominio e soprattutto un’economia in grado di permettergli il sostentamento. La dimensione terrestre e l’esercizio del potere politico su un territorio e una popolazione sono quindi prepotentemente tornati a essere la priorità all’interno degli scontri asimmetrici. Troppo spesso, infatti, la tentazione di relegare esclusivamente all’airpower il ruolo di risolutore dei conflitti aleggia negli ambienti militari occidentali: la realtà è, invece, che poteri navale, aereo e terrestre devono cooperare in maniera sinergica per poter raggiungere lo scopo desiderato. Le innovazioni tecnologiche poi sono più tangibili e visibili per quanto concerne Marina e Aeronautica, mentre si rende necessario trasporre maggiormente questi progressi soprattutto alla componente terrestre dello strumento militare. I boots on the ground saranno infatti sempre più chiamati a dover operare in contesti difficili e a elevata minaccia. L’Esercito Italiano ha pertanto iniziato un profondo processo di ristrutturazione che si caratterizzerà nell’introduzione di nove Brigate Pluri-Arma, le quali permetteranno di poter godere di una maggior adattabilità e rispondenza alle missioni e per Forza Nec, il cui programma permetterà alla Forza armata di poter operare al meglio in ambienti altamente informatizzati. I due concetti garantiranno alla componente terrestre delle Forze armate italiane di adattarsi e di mantenere la propria superiorità nei confronti dei futuri avversari sia di tipo simmetrico sia di natura ibrida e asimmetrica. Se si vuole far sì, però, che i nostri soldati possano operare sui campi di battaglia nella massima sicurezza e con la massima efficacia sarà necessario trovare dei finanziamenti adeguati per queste importanti riforme, così da poter fornire al decisore politico uno strumento terrestre al passo con i tempi e in grado di assolvere in sicurezza le missioni assegnategli.

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