Trovaci su: Twitter

Visti da lontano

Di Nick Brough
In Columnist
23/10/2015
0 Commenti

Lo storico terminal TWA a New York Jfk tornerà in vita: salva l’opera di Eero Saarinen

Quanti aeroporti possono vantare opere d’architettura schedate nel registro nazionale dei beni culturali? Chi non ha volato a New York prima del 2001 con la storica TWA – Trans World Airlines – non avrà visto dall’interno quella meraviglia di architettura moderna che è il TWA Flight Centre, progettato da Eero Saarinen e aperto nel 1962, un anno dopo la morte del grande architetto di origine finlandese.
Le forme curvilinee sia dell’esterno sia dei grandi spazi interni mostrano che Saarinen si era ispirato al volo, alla forma delle ali degli uccelli. Arrivato al terzo millennio, l’air terminal era diventato obsoleto e nessuna compagnia l’ha preso in gestione dopo il fallimento della TWA. Superfluo dire che il capolavoro rischiava la demolizione, ma invece l’Airport Authority l’ha mantenuto in buono stato, conservando l’atrio a curve, completamente bianco, in attesa di una soluzione, che arriva ora.
I commissari del Port Authority hanno approvato un progetto, annunciato per primo da Andrew Cuomo, governatore dello Stato di New York: trasformarlo in un complesso alberghiero. Incredibilmente sarà il primo e l’unico all’interno dell’aeroporto Jfk.
L’obiettivo del governatore è di creare “punti di accesso degni della città di New York, garantendo ai viaggiatori i servizi di cui hanno bisogno. Nel TWA Flight Center, possiamo realizzare tali obiettivi, preservando al tempo stesso la sua inconfondibile struttura, di cui i passeggeri potranno fruire per i prossimi decenni”. Il costo del progetto ammonta a 265 milioni di dollari. I lavori inizieranno l’anno prossimo e l’inaugurazione è prevista nel 2018. Saranno costruite due torri di sei piani per ospitare le 505 camere dell’albergo connesse all’immobile storico che invece ospiterà, rispettando struttura e stile, le aree pubbliche: ristoranti, sale per meeting ecc. Il gestore, la società Flight Center Hotel LLC, potrà disporre dell’opera di Saarinen grazie a un contratto di leasing di 75 anni.

Una targa sulla piazzola dove sostava l’Air Force One per il giuramento di Lyndon Johnson

A 52 anni di distanza dall’assassinio del presidente John Fitzgerald Kennedy, il 22 novembre 1963, è stata posizionata una targa commemorativa sulla piazzola dell’aeroporto di Dallas nel punto esatto del giuramento di Lyndon B. Johnson, nella cabina dell’Air Force One. La foto del nuovo presidente, con affianco Jacqueline Kennedy, con macchie di sangue sui vestiti, vedova da due ore, è un’immagine nota ormai a tre generazioni, e non solo, di americani.
La targa, che pesa 20kg, è incastonata nella superficie dove passano costantemente gli aerei della Southwest Airlines. All’epoca Love Field era il principale scalo di Dallas, più tardi soppiantato nel ruolo dal grande aeroporto di Dallas Fort Worth, oggi principale hub di American Airlines. La targa è stata donata alla città da Farris Rookstool III, ex analista dell’Fbi e studioso dell’assassinio di Kennedy. Accanto alla targa ci sono quattro fari, a raso con il pavimento, puntati nella direzione del terminal, in modo che i passeggeri possano individuare il luogo da lontano.

Animali in volo: un pitbull manda ko l’impianto radio e comunicazioni dati di un Boeing 757

In avvicinamento a New York, verso la fine del volo American Airlines da San Diego in California, i piloti non riescono a capire perché l’impianto backup radio e comunicazione dati non funziona. Per fortuna non ne hanno bisogno – quello primario funziona perfettamente – ma la causa dell’avaria è un mistero. Dopo l’atterraggio la sconcertante rivelazione. Un cane pitbull, regolarmente trasportato nella stiva, rinchiuso nella tipica gabbia prevista per i viaggi dei cani, si è innervosito non poco, come talvolta succede con razze come questa o i Rottweiler e Doberman. Il fido del caso è riuscito a bucare la gabbia e a sfondare con i morsi una parete che divide la stiva da uno scompartimento per impianti di avionica, dove ha sfogato la sua frustrazione strappando i cavi dagli impianti.
L’American ha provveduto a modificare le proprie regole, vietando il trasporto di queste tre razzi canine, mentre l’aereo è stato fuori servizio per cinque giorni per riparazioni.
Le compagnie aeree conoscono i rischi per gli impianti elettrici ed elettronici a bordo degli aerei, ma si preoccupano soprattutto di topi e altri roditori. Infatti, se durante uno scalo viene avvistato un topo a bordo di un aereo, non si consente il decollo sino a quando non si accerta che sia stato catturato o comunque non più a bordo. Forse ora bisognerà scrivere nel regolamento “…animali che mettono a rischio la sicurezza del volo, compresi topi e pitbull”?

Passeggeri rissosi, ma che dire dei piloti?

L’agenzia di stampa ufficiale cinese Xinhua ha lanciato una notizia riguardante la compagnia aerea China United Airlines e due suoi piloti, protagonisti di una rissa durante un volo. La Caac, l’Enac cinese per intenderci, ha reso noti una serie di rilievi nei confronti della compagnia, che è stata “multata” con l’obbligo di ridurre i suoi voli del 10% e un divieto di aprire nuove rotte. Quasi inosservato in una lista di segnalazioni, compresi il caso dell’impiego di un aereo accertato come inidoneo al volo, ritardi e cattivo comportamento dei passeggeri, è stato segnalato anche un litigio finito a quanto pare “a botte” fra il comandante e il copilota. Xinhua si esprime in modo diplomatico, ma altre fonti, sebbene non confermate, parlano di spargimento di sangue a 30mila piedi di altitudine. La China United nega, ma i piloti sono stati sospesi per sei mesi. L’alterco risale a giugno ma è venuto fuori solo molto tempo dopo.

Quando il bagno non è “in fondo a destra”

A un signore di Alloa, in Scozia, è stato vietato per cinque anni di volare con KLM.
Durante un volo da Edimburgo ad Amsterdam ha infatti tentato di aprire una porta dell’aereo. Gli assistenti di volo gliel’hanno impedito e appena il volo è atterrato, il distratto passeggero è stato preso in custodia dalla polizia ad Amsterdam. Alla richiesta di motivazione del suo gesto, si è giustificato spiegando che pensava che fosse la porta del bagno.

Lascia un commento

avatar