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Pensieri spaziali

Di Roberto Vittori
In Columnist
23/10/2015
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Spazio alle sinergie

Da tempo in Italia si parla di ristrutturare le competenze relative allo spazio: di proposte di legge in questo senso, negli ultimi anni, ne abbiamo visto passare più di una, ma nessuna, per ora, ha avuto fortuna. E se riprovassimo? Lo spazio in Italia sembra oggi godere di un momento positivo di crescita e, per questo, forse è preferibile evitare instabilità che una ristrutturazione a livello di sistema-Paese potrebbe certamente costituire. Non possiamo neppure adagiarci su una congiuntura favorevole: il settore spaziale è ormai cresciuto in maniera significativa, diventando un interesse per vari dicasteri e rendendo urgenti sinergie sia nell’utilizzo delle risorse sia nella gestione delle competenze. Concentriamoci allora da subito per dare una impostazione condivisa ai nuovi progetti, prendendo anche spunto da Cosmo-SkyMed come esempio di valenza del concetto duale. Guardando quindi alle nascenti iniziative private verso lo sfruttamento delle risorse extra atmosferiche, si scorge una importante opportunità da impostare in condivisione di sforzi e di competenze. Come geografia e clima, infatti, in Europa, non esiste posto migliore dell’Italia per ospitare voli sub-orbitali che daranno ai privati un più economico e gestibile accesso allo spazio. Per operare servono le piste e le competenze e da questo deriva la necessità di coinvolgere l’Aeronautica. Inoltre, l’Ente nazionale dell’aviazione civile ha ormai da tempo iniziato a investire in questa direzione con competenze già acquisite. L’idea quindi sarebbe di creare un ufficio condiviso tra Aeronautica militare ed Enac con il compito di creare le basi normative e regolamentari per le attività sperimentali di volo sub-orbitale. L’Agenzia spaziale italiana deve essere presente e avere un ruolo di guida per assicurare continuità con l’investimento e i risultati promettenti già raggiunti dall’Italia. Grazie all’Asi, infatti, abbiamo un significativo livello di presenza e di competitività in ambito internazionale, nei vari settori classici dello spazio: dall’osservazione dell’universo e della Terra ai lanciatori, dall’esplorazione robotica del sistema solare alla Stazione spaziale internazionale. Dobbiamo continuare a mantenere tale ruolo di primo piano anche nell’era della transizione alle iniziative dei privati e l’approccio in sinergia è probabilmente quello vincente.

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