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Pensieri spaziali

Di Roberto Vittori
In Columnist
28/09/2015
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Il primo spazioplano al mondo parlerà italiano

Arriva a sorpresa la notizia che Nicola Pecile è stato assunto da Virgin Galactic come pilota collaudatore sperimentatore. In realtà la notizia è doppia. Da una parte sorprende positivamente la rinnovata energia di Virgin Galactic che, nonostante la tragica perdita del loro prototipo, lo SpaceShip2 distrutto nell’incidente del 31 ottobre scorso, conferma la determinazione di continuare il programma con lo sviluppo di un secondo prototipo che dovrebbe essere pronto già a inizio 2016.

SpaceShip2, infatti, è il primo spazioplano al mondo, ossia la prima macchina in grado di decollare da pista (se pur accompagnata dalla navetta madre White Night), per arrivare poi al confine dell’atmosfera (100 km circa) e rientrare di nuovo con un atterraggio in pista.

L’altra sorpresa, sicuramente molto positiva, è trovare un italiano ai comandi di una macchina così complessa e avveniristica.

Nicola Pecile, diventato pilota e poi pilota collaudatore-sperimentatore grazie all’Aeronautica militare italiana, ha una significativa esperienza con oltre 5mila ore di volo su 132 differenti tipi di velivoli, alianti ed elicotteri. Prima dell’assunzione in Virgin Galactic, aveva lavorato come istruttore presso la National test pilot school, con base presso lo spazioporto del Mojave in California.

Nicola si trova ora a essere protagonista inaspettato di quello che probabilmente sarà il prossimo passo verso la commercializzazione delle risorse extra-atmosferiche, ossia la transizione dal mondo aeronautico a quello spaziale. Mentre a oggi abbiamo una consolidata capacità di accedere alle orbite terrestri attraverso i razzi, la tecnologia degli spazioplani – macchine in grado di decollare come fossero aeroplani, ma capaci di percorrere traiettorie suborbitali o addirittura orbitali – è la prossima frontiera.

Fa riflettere anche il fatto che di astronauti, nel senso classico del termine, ne esistono alcune centinaia, mentre di piloti “spaziali”, in grado di gestire un veicolo (spazioplano) in traiettoria suborbitale, ne esistono, al massimo, una decina: Nicola è tra questi.

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