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Il dito e la luna

Di Ezio Bussoletti
In Columnist
24/07/2015
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Falcon 9 esplode e la Corea del Sud va alla conquista lunare

In questi giorni di turbolenze politiche in Europa, due notizie, una dagli Usa e l’altra dalla Corea del Sud, attirano l’attenzione. Nel primo caso il razzo Falcon 9 di SpaceX che portava rifornimenti alla Stazione spaziale è esploso poco dopo il decollo, soltanto un mese dopo la certificazione ufficiale siglata dall’Air Force statunitense con la quale, Boeing e SpaceX, vengono riconosciuti come gli unici due interlocutori commerciali credibili per lo sviluppo e la costruzione di un vettore in grado di trasportare astronauti sulla Iss nel 2017.
Per la Nasa la scelta di esternalizzare a fornitori commerciali il supporto cargo all’Iss comincia a diventare imbarazzante perché ognuno dei tre fornitori ha fallito un lancio; e meno male che gli astronauti a bordo dell’ISS sembrano avere rifornimenti per poter durare sino a fine Ottobre.

È ovvio che il rischio di failure è intrinseco a ogni lancio spaziale data la delicatezza complessiva delle operazioni; resta però il problema di capire cosa non ha funzionato in ognuno dei tre casi e perché. Se a priori non sembra esservi nessun nesso o elemento comune, i dubbi sussistono comunque. Né vale l’affermazione dell’amministratore aggiunto della Nasa W.H. Gerstenmaier, che ha giustificato gli insuccessi dichiarando “si opera in un ambiente molto esigente”, però non va dimenticato che è lo stesso ambiente in cui si lanciano gli astronauti e, ormai da molto tempo, questi lanci avvengono regolarmente in modo efficace e sicuro.

A fronte di questi incidenti che affliggono la Nasa ecco invece una notizia positiva: il governo della Corea del Sud ha deciso di investire nello spazio 300 milioni di euro dal 2015, con un aumento del 17,6% rispetto al 2014. Due terzi del budget saranno utilizzati per lo sviluppo di vettori, 74 milioni dedicati ai satelliti e 19 allo sviluppo di nuove tecnologie.
Circa 500 milioni di euro saranno utilizzati per l’esplorazione lunare che rappresenta una delle priorità base della Kari, l’Agenzia spaziale nazionale. Quindici centri di ricerca lavoreranno insieme raccordandosi per sviluppare 31 progetti tecnico-scientifici di un programma lunare: primo obiettivo sarà la realizzazione di un orbiter sperimentale entro il 2017. L’esplorazione lunare, che ha un bilancio di 348 milioni di euro, è prevista per il 2020 con il lancio di un orbiter e di modulo di allunaggio. Così la Corea diventerà una grande potenza spaziale mondiale.
Comparando queste scelte strategiche coreane alla programmazione dell’Asi, viene in mente il titolo di un film di Troisi: Non ci resta che piangere.

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