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FOOD FOR FLIGHT

Di Gregory Alegi
In Columnist
11/03/2014
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FRITTELLE ATOMICHE

Elettricisti incapaci di distinguere una presa da un filo. Specialisti con mani senza una traccia di grasso. E, naturalmente, personale di mensa che confondeva mestoli e coltelli. La presenza massiccia di agenti di sicurezza all’interno del 393° Squadrone bombardamento pesante era una delle tante conseguenze della segretissima mission per la quale il reparto era stato creato il 1° settembre 1944. Quale fosse non lo sapevano i piloti, non lo sapevano i meccanici, non lo sapevano le guardie del maggiore William “Bud” Uanna e men che mai i cuochi del tenente Charles Perry. Ma le somiglianze finivano lì. Lo scopo di Uanna sembrava essere quello di rendere la base di Wendover il luogo più sgradevole in cui vivere e addestrarsi. Perry, invece voleva renderlo il più gradevole possibile, o almeno far sì che mangiare male non contribuisse a deprimere il morale di uomini costretti a passare mesi in mezzo allo Utah, lontani da tutto e tutti. “Oggi è stata una giornata tipica con la sua routine. Al mattino briefing, seguito da addestramento al bombardamento; rientro per pranzo (buono), poi altro addestramento”, scrisse per esempio ai genitori il capitano Robert Lewis il 24 novembre. Uanna, che censurava ogni lettera in uscita dalla base, lo sapeva benissimo. Ma la segretezza gli impediva di dirlo a Perry, che si sforzava ogni di inventare qualcosa di nuovo. Per il giorno del Ringraziamento era riuscito a mettere in tavola tacchino arrosto, torta di zucca, punch di frutta esotica e persino a chiudere la cena distribuendo sigari Havana. Per compiere questi miracoli – notevoli persino negli Usa, dove la guerra non aveva compresso più di tanto la vita quotidiana – Perry non esitava a sfruttare Silverplate, il nome in codice che apriva ogni porta e superava ogni difficoltà. Di giorno in giorno, di volo in volo, di difficoltà in difficoltà, il 393° si trasformò in 509° Gruppo composito e continuò ad addestrarsi sotto l’occhio vigile del suo comandante. Quando il reparto si trasferì a Tinian, una piccola isola del Pacifico trasformata in un unico grande aeroporto, si sparse la voce che i soldati scelti del 509° mangiassero meglio dei generali a cinque stelle. In compenso, la burocrazia gli impose di far pagare i pasti al personale civile – scienziati e tecnici reclutati per il Progetto Manhattan – e inviare gli scontrini a Washington per via aerea ogni giorno. Alle 20 del 5 agosto 1945 i cuochi di Perry iniziarono a preparare la cena per gli equipaggi destinati a partire intorno a mezzanotte per una missione ancora sconosciuta. Il menù offriva 30 diversi piatti. Il tenente colonnello Paul Tibbets, comandante del 509°, scelse le frittelle di ananas, il suo piatto preferito. Pochi minuti dopo, nel corso dell’ultimo briefing, svelò a tutti per cosa si erano addestrati. “Sganceremo un’arma potentissima, potenzialmente in grado di far finire la guerra”. Alle 2.45 del 6 agosto “Enola Gay” e altri due B-29 decollavano verso Hiroshima. Per il volo portavano solo panini.

INGREDIENTI

Un chilo di ananas già pulita
2 uova
160 ml di latte
125 gr di farina
8 grammi di zucchero
5 gr di lievito per dolci
5 ml di olio vegetale
5 ml di succo di limone
un pizzico di sale
abbondante olio per friggere
abbondante zucchero a velo per guarnire

PREPARAZIONE

Sbattere le uova e amalgamarle bene con gli altri ingredienti, lavorando l’impasto finchè sarà perfettamente omogeneo. Raffreddare l’impasto in frigorifero per 45-60 minuti. Tagliare l’ananas in pezzi di circa un centimetro di spessore e asciugarne la superficie con carta da cucina. Versare abbondante olio in una padella profonda e portarlo a 80°. Immergere le fette di ananas nell’impasto, far colare l’eccesso e immergerle nell’olio bollente usando una forchetta o un bastoncino. Quando dorate, estrarle con una schiumarola. Posare su carta da cucina per assorbire l’olio in eccesso e spolverare con zucchero a velo. Servirle ancora calde.

 

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