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Il dito e la luna

Di Ezio Bussoletti
In Columnist
02/07/2015
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Un pianeta nano visto da Down

Dopo 7 anni e mezzo e percorsi quasi 5 miliardi di km, nella prima settimana di giugno la sonda della Nasa Down è entrata in orbita intorno a Cerere, un pianeta nano nella fascia degli asteroidi tra Marte e Giove. Per gli scienziati rappresenta un appuntamento storico per molte ragioni: è il più grande tra gli asteroidi e il più antico, praticamente sferico, ha un diametro di circa 950 km ed è simile ai satelliti Europa di Giove ed Encelado di Saturno, il che significa che potrebbe avere caratteristiche astrobiologiche che aiutino a comprendere le fasi evolutive della formazione del Sistema Solare.
Cerere è un ottimo campione, rimasto intatto, dei “mattoni planetari” – i proto-pianeti – che durante la prima fase della formazione del Sistema Solare hanno formato Venere, Terra e Marte. Fu scoperto nel 1801 dall’astronomo italiano Giuseppe Piazzi e promosso da semplice asteroide a pianeta nano nel 2006 dall’Unione astrofisica internazionale.
Dalle poche immagini sin qui registrate, il suolo appare martoriato al pari di quello lunare e le ipotesi sulle cause sono varie: i crateri possono essere il risultato di una pioggia di sciami di meteoriti generati dalla frammentazione di un asteroide vicino o i prodotti di un impatto sulla superfice di materiale autoctono causato dall’urto con un corpo minore.
Un altro aspetto importante è che, grazie anche ai due strumenti italiani sulla sonda, sarà possibile verificare se il sottosuolo nasconda un oceano liquido, forse l’acqua. Questa ipotesi è avvalorata dalle osservazioni dello scorso anno del telescopio Herschel della Nasa che mostrano la presenza di enormi geyser, segno di una attività geologica rilevante.
A bordo di Down sono montati tre strumenti: una camera che opera nel visibile, uno spettrometro che opera sia nel visibile sia nell’infrorosso e uno spettrometro a raggi gamma. La combinazione delle tre osservazioni eseguite in parallelo permetterà un’analisi completa delle caratteristiche fisico-chimiche del suolo del pianeta.
Se le osservazioni confermeranno le prime stime degli scienziati, Cerere si mostrerà composta per il 25% d’acqua, una quantità maggiore di tutta l’acqua presente sulla Terra.
La sonda ruoterà intorno al pianeta sino a quando, consumato tutto il combustibile del suo motore a ioni di Xeno, comincerà a fluttuargli intorno diventando una sua luna artificiale.

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