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Visti da Vicino

Di Nick Brough
In Columnist
28/04/2015
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Se Napoleone avesse avuto un Boeing

A 200 anni esatti dall’esilio di Napoleone a Sant’Elena, l’isola, oggi come allora, è raggiungibile solo con la nave. I 4mila abitanti dipendono totalmente da un collegamento marittimo ogni tre settimane. Fra meno di un anno tutto ciò cambierà con l’apertura del nuovo aeroporto. Nessuno si aspetta un massiccio flusso di voli, ma una volta alla settimana decollerà da Johannesburg un Boeing 737-800 di Comair alla volta di Sant’Elena. La lunghezza della pista isolana limita il carico merci e il numero massimo di passeggeri a 120 persone. Non è escluso il prolungamento del volo fino all’isola Ascension, dove molti sant’eleniani lavorano.

 

Virgin America vola a Branson

Che Richard Branson, fondatore e patron del Virgin Group, fosse un personaggio fuori dalle righe è noto. L’ultima notizia è la decisione di spostare il quartier generale per il Nord America del Virgin Group nella cittadina di 11mila anime di Branson, Missouri. Come se non bastasse, Virgin America aprirà la linea San Francisco-Branson. Attualmente lo scalo privato della cittadina vede arrivare solo voli charter della Branson Air Express. Forse non convinto dell’annuncio, dato nelle ultime ore del 31 marzo, l’aeroporto di Branson ha commentato la notizia, il primo aprile, osservando che Virgin dovrebbe mettersi in lista d’attesa per poter atterrare a Branson, mentre la direzione esaminava l’eventuale disponibilità di slot e uscite d’imbarco. Tutto chiarito quindi, lasciando un leggero sentore di… pesce.

 

Pilota impazzito in volo fa causa alla compagnia, “colpevole di non aver capito che era malato”

Tre giorni dopo il disastro Germanwings, il pilota di un volo JetBlue Airways, coinvolto in un atterraggio di emergenza avvenuto esattamente tre anni prima, ha avviato una causa contro il suo ex datore di lavoro per “non averlo sospeso dal servizio pur sapendo che non era idoneo a volare”. La vicenda è avvenuta nel marzo 2012, quando Clayton Osborn, co-pilota del volo New York-Las Vegas è impazzito in volo, tanto che i passeggeri lo hanno dovuto immobilizzare mentre il comandante effettuava un atterraggio di emergenza ad Amarillo, in Texas. Osborn scorrazzava su e giù nel corridoio gridando “non andiamo a Las Vegas” e “cominciate ora a pregare”. Incriminato per i fatti, fu assolto perché “malato di mente”. Ora gli avvocati dell’ex pilota, 52 anni, chiedono 14,9 milioni di dollari di risarcimento da JetBlue, colpevole di non aver sospeso dal servizio il pilota in tempo utile, risparmiandogli l’imbarazzo e il disprezzo dei media e rovinando le sue prospettive di carriera. La creatività degli avvocati statunitensi non cessa mai di stupire.

 

Pilota etiope condannato per il dirottamento dell’aereo da lui stesso pilotato

L’Alta corte di Addis Abeba ha condannato in contumacia il co-pilota dell’aereo Ethiopian Airlines, in volo il 17 febbraio 2014 dalla capitale etiope a Roma e da lui volutamente dirottato a Ginevra. In Italia l’aspetto più noto della vicenda fu la necessità di affidare la sorveglianza del volo non autorizzato all’Aeronautica militare italiana e francese, perché fuori dell’orario di lavoro dei piloti dell’aviazione elvetica. Hailemedhin Abera Tegegn, questo il nome del pilota etiope, ha preso controllo del volo non appena il comandante è uscito dalla cabina di pilotaggio per andare in bagno. Ha inviato il segnale radio per indicare l’hijacking, precisando che fosse lui stesso a farlo. Dopo l’atterraggio a Ginevra è sceso dal finestrino della cabina di pilotaggio utilizzando la fune per l’evacuazione di emergenza, si è consegnato alla polizia svizzera e ha chiesto asilo. Ha affermato di non sentirsi al sicuro in Etiopia. Qualora la Svizzera dovesse concedere l’estradizione, il pilota rischierebbe fino a 20 anni di carcere.

 

La globalizzazione parte anche dal Vietnam

Il superamento delle barriere nazionali nel trasporto aereo va avanti speditamente: dopo Air France- Klm, si sono unite British Airways e Iberia nell’Iag, Delta Airlines ha acquistato il 49% di Virgin Atlantic. Latam Airlines Group, quotata a Santiago, Sao Paolo e New York unisce le compagnie di sette nazioni del Sud America. La malesiana AirAsia ha partecipazioni in Thai AirAsia e Indonesia Air Asia. Il gruppo Virgin è presente nell’assetto societario dell’australiana Virgin Blue e di Virgin America. Gli acquisti da parte di Etihad sono sotto gli occhi di tutti. Potremmo proseguire, ma tutti i casi citati finora si spiegano con tre motivazioni. La prima è il principio che “l’unione fa la forza” e copre i casi Air France-Klm, Iag e Latam. La secon- da è “ho il know-how e i mercati finanziari si fidano di me”: è il caso di Tony Fernandez e Air Asia, (almeno fino alla recente tragedia del volo Indo- nesia AirAsia). La terza è “ho le tasche profonde e la via di espansione più rapida è quella di aprire o comprare compagnie in altri Paesi”. Se è vero che ogni regola ha un’eccezione, questo è il caso di VietJet Air. La logica comune vuole che sia il Vietnam ad attirare investimenti esteri, non che li faccia. Invece il vettore vietnamita ha costituito la controllata Thai VietJet, che il 31 marzo ha iniziato a volare fra Bangkok e Phuket. ThaiVietJet ha fatto richiesta di diritti di traffico internazionale, per i quali è in attesa di autorizzazione dai Paesi interessati. Per ora Thai VietJet Air ha un Airbus A320 in leasing dalla casa madre, che a sua volta conta una flotta di 22 A320 e il mese scorso ha preso in consegna il primo di sette A321.

 

Suona l’allarme, scovato cane clandestino in partenza da New York con destinazione Los Angeles

I passeggeri tendono a considerare il passaggio al controllo di sicurezza negli aeroporti americani con tutto l’entusiasmo che si riserva a una visita dal dentista. La Tsa (la Us Transport security administration) è il baluardo che ci protegge da repliche dell’11 settembre e molto di più, come si è visto recentemente nello scalo La Guardia di New York. Questa volta gli addetti alla sicurezza hanno scovato un cane Chihuahua intento a imbarcarsi su un volo American Airlines con destinazione Los Angeles. L’allarme ha suonato durante il controllo di una valigia consegnata da una passeggera. Aprendo il bagaglio si è scoperto il piccolo cane di sette anni, colore beige, che secondo quanto dichiarato si sarebbe intrufolato fra i vestiti della signora a sua insaputa. Per la fortuna del cagnolino, la valigia non era stracolma ed è uscito del tutto indenne.

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