Trovaci su: Twitter

gennaio 2015

Di Flavia Giacobbe
In Editoriali
24/01/2015
0 Commenti

È Alitalia l’immagine-simbolo del nuovo anno. Un’impresa che si era avvitata in una dimensione sempre più domestica, ostaggio del conservatorismo sindacale e danneggiata dall’influenza dei competitor europei (altro che Unione…) e che nel 2015 riparte con piglio deciso. La fotografia del nuovo vertice, con Hogan, Cassano e Montezemolo, esprime con chiarezza l’idea di una compagnia che ritrova la sua dimensione globale nel lungo raggio (gestito direttamente e attraverso l’alleanza con Etihad), la doverosa fermezza verso le organizzazioni dei lavoratori e che esce dalla tenaglia Air France-Lufthansa grazie a un accordo societario con il vettore emiratino. Si rafforzano così i poli aeroportuali di Fiumicino e Linate e Malpensa trova una nuova missione nel settore merci con il trasporto cargo. Sulla carta ci sono tutti gli ingredienti perché un fallimento giunto alla soglia della sua formalizzazione si trasformi in una storia di successo. È tutt’altro che semplice. Il mercato soffre una grande e profonda crisi e la riduzione del prezzo della benzina è un sollievo purtroppo molto marginale. La sfida sta nell’accettazione delle regole della competizione internazionale con scelte chiare che dovranno essere perseguite con costanza e coerenza. La parabola di Alitalia vale bene anche per il settore difesa. Le dimissioni di Giorgio Napolitano hanno ritardato la presentazione del Libro bianco, che pure è pronto. Il ministro Pinotti ha fatto il massimo e il meglio per dare a questo documento una valenza strategica. Sebbene i tempi siano stati relativamente rapidi, i fatti sono stati più veloci. L’approvazione della legge navale, i progressi nel programma Jsf, la decisione su specifici teatri operativi (Afghanistan, per esempio), la nomina del nuovo capo di Stato maggiore della Difesa sono tutte arrivate prima. Qualunque cosa sarà scritta nel Libro bianco non si potrà non tenere conto delle scelte già intraprese. Bisognerà quindi lavorare di gomito per mettere assieme tutte le tessere del mosaico, senza dimenticare gli impatti sul sistema-Paese (a partire dal comparto industriale). È un anno faticoso e in salita quello che è appena iniziato. Solo con meno egoismo e provincialismo potremo farcela.

Lascia un commento

avatar