Trovaci su: Twitter

Pensieri spaziali

Di Roberto Vittori
In Columnist
28/01/2015
0 Commenti

Don’t lose it, reuse it

Dopo un 2014 che ha visto un numero record di 94 lanci, il nuovo anno è iniziato con una spettacolare partenza: il lancio del Falcon 9 di SpaceX decollato il 10 Gennaio dal Kennedy space center in Florida. Ottimo inizio per il nuovo anno e per il programma Stazione spaziale internazionale! Tuttavia Elon Musk, fondatore e ceo di SpaceX, oltre al lancio, avrebbe anche voluto dimostrare la possibilità di recuperare il lanciatore facendolo rientrare su una piattaforma galleggiante. Purtroppo l’esperimento, ossia l’atterraggio verticale del lanciatore, non è riuscito. Interessante in ogni caso osservare come Elon Musk, partendo da un disegno classico di lanciatore, stia cercando di introdurre elementi innovativi per rendere il sistema di lancio completamente riutilizzabile: don’t lose it, reuse it. SpaceX potrebbe riuscire a dimostrare la fattibilità tecnica del rientro in atterraggio verticale, anche se, il modo naturale di rientro in una atmosfera densa come quella terrestre, è sicuramente quello del volo planato, che usa la forza di gravità a proprio vantaggio. Al contrario, un atterraggio in verticale è impostato sull’utilizzo dei motori per contrastare la forza di gravità (invece che sfruttarla). Forse non è il massimo come uso efficiente delle risorse disponibili. Nell’atterraggio in verticale, inoltre, il razzo vola in senso contrario alla sua stessa spinta: facile immaginare le possibili complicazioni sul mantenimento di stabili condizioni di volo. L’atterraggio verticale del lanciatore, anche se dimostrabile, sembra destinato a rimanere poco efficiente e molto complesso. In ogni caso congratulazioni a SpaceX per il bellissimo lancio, e per la voglia di innovare. Forse la vera risposta al problema della riusabilità dei razzi vettori è il single stage to orbit, ossia aeroplani che, volando a quote di molto superiori a quelle odierne, si trasformano in spazioplani, mantenendo comunque la capacità di partire e di tornare ad atterrare in pista. Infine, un secondo stadio potrebbe consentire la messa in orbita dei payload. In questo settore abbiamo esperienza e anche centri di competenza: dall’Aeronautica militare al Centro italiano ricerche aerospaziali (Cira). Per Asi ed Esa ricordiamo poi il programma relativo al dimostratore di rientro orbitale Ixv (Intermediate experimental vehicle) all’interno del quale l’Italia detiene il pacchetto di maggioranza: il conto alla rovescia per il lancio è iniziato ed è previsto per l’11 febbraio.

Lascia un commento

avatar