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strategicamente

Di Andrea Margelletti
In Columnist
22/12/2014
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E ora puntiamo sulla Difesa

Dopo mesi di riflessioni strategiche a livello nazionale che hanno cercato di conciliare, da un lato il crescente bisogno di sicurezza e, dall’altro la riduzione di investimenti nel settore della difesa, è arrivato il momento di trarre le conclusioni e di utilizzare realmente lo strumento del Libro bianco. Riconoscendo grande importanza alla necessità di accrescere gli investimenti nell’industria nazionale della difesa, quale settore di eccellenza del nostro Paese, il Libro bianco dovrebbe rappresentare un veicolo di sensibilizzazione dell’opinione pubblica rispetto a questa dinamica. E, in quest’ottica, stando anche alle stesse parole del ministro Pinotti, che ha tracciato le conclusioni della conferenza organizzata dal Ce.S.I. “Sfide e prospettive per l’industria nazionale della difesa”, tenutasi lo scorso 27 novembre a Roma, il documento dovrebbe accrescere la consapevolezza nell’opinione pubblica in merito a questa connessione. Il circolo virtuoso generabile attraverso investimenti nel settore di sicurezza e difesa, infatti, è un tema di rilevanza centrale in un dibattito che si propone di coinvolgere un pubblico sempre più ampio. In questo senso, considerazioni di tipo economico sono importanti per mettere in evidenza gli effetti positivi che maggiori investimenti nell’industria nazionale della difesa potrebbero avere per il benessere nazionale, in generale, e per il settore high-tech nello specifico. Infatti, in uno scenario economico sempre più competitivo e globalizzato, puntare allo sviluppo di alte tecnologie, in cui l’industria nazionale della difesa vanta una notevole capacità competitiva, potrebbe rappresentare una mossa vincente per contrastare le ricadute negative della crisi economica, con effetti positivi sul benessere del Paese. Inoltre, aumentare la sensibilità dell’opinione pubblica e della classe politica su queste tematiche risulta ancor più importante se si considera il crescente peso che l’Europa viene chiamata ad assumere per adempiere ai propri impegni in ambito atlantico, soprattutto alla luce delle numerose sfide che minacciano la stabilità degli Stati europei su più fronti. In conclusione, l’industria della difesa italiana, tecnologicamente avanzata, rappresenta non soltanto un vantaggio strategico irrinunciabile, ma anche un utile strumento per rilanciare la nostra economia. Un contesto impegnativo come quello attuale richiede all’Italia di investire sui suoi punti di forza e l’industria della difesa è tra questi.

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