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Il barone rosso

Di Alessandro Politi
In Columnist
22/12/2014
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Aviazione, bilancio di fine anno

Gli amici della Malaysian Airlines stanno facendo tutti gli scongiuri moderni per chiudere un anno decisamente nero, incluse le code di nuove rivelazioni sulla misteriosa scomparsa del volo MH370 e su segnali Inmarsat che sono stati negligentemente trascurati dal governo nelle prime fasi delle ricerche. E poiché i guai non vengono mai da soli, anche riguardo al tragico volo MH17 è venuto fuori che Eurocontrol, l’organo di coordinamento del traffico aereo europeo, aveva ufficiosa- mente invitato i colleghi ucraini a modificare le rotte civili e chiudere spazi aerei dopo che: 20 aerei erano stati abbattuti dai ribelli filorussi, le comunicazioni erano disturbate da apparati da guerra elettronica e le comunicazioni tra russi e ucraini erano cessate nel settore del controllo dei voli. Sono ovviamente arrivati già gli avvocati. Tuttavia l’aviazione civile non è fatta di titoli luttuosi ed eclatanti. Quest’anno, chiuso da una sfilza di 5 incidenti aerei – incluso quello del Virgin Galactic – con 762 morti, ha praticamente dimezzato i numeri. La media annuale dal 1946 è di 32 incidenti aerei contro i 15 di quest’anno, su un totale di milioni di voli e miliardi di passeggeri trasportati; tanto per capirci, in Italia nel 2013 siamo a 181.227 incidenti stradali, con 257.421 feriti e 3.385 morti su una popolazione di appena 60 milioni di abitanti. Aviazione significa anche misure preventive. Dopo la scomparsa dell’aviogetto malese, si sta pensando seriamente a livello Icao (International civil aviation organization) a un sistema di tracciamento globale con una frequenza di localizzazione di 15 minuti contro l’attuale mezz’ora che però diventa più lunga in zone oceaniche scoperte. Durante la prossima riunione annuale dell’Icao a febbraio verranno avanzate proposte sul tema, visto che ormai c’è un consenso dell’industria dell’aviotrasporto anche per migliorare i tempi di ricerca e soccorso. Tra le misure preventive andrebbe anche esaminata quella di controllare sistematicamente le vulnerabilità informatiche del sistema del trasporto aereo. Il baco che ha mandato in malora per lungo tempo il sistema di controllo di volo dell’aeroporto di Heathrow è, allo stato delle comunicazioni sulle indagini, uno dei tipici incidenti informatici che possono accadere con una linea di codice difettosa su quattro milioni. Tuttavia ci sono tutti i segni per capire che uno dei prossimi incidenti potrebbe essere di natura ciberterroristica o cibercriminale. Già almeno un consulente informatico è riuscito a decodificare software proprietari di comunicazione per violare i sistemi di un aereo, anche usando il wi-fi o i sistemi ludici di bordo. Icao e Iata ci stanno lavorando sopra, ma bisogna capire che è una corsa contro il tempo.

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