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Maggio 2021

Di Flavia Giacobbe
In Editoriali
14/05/2021
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Tra criptovalute, navicelle che atterrano in verticale e astronauti che viaggiano su veicoli già utilizzati, ha preso forma il New space. Il marchio è senz’altro quello americano. I privati, come accadrà in altri settori per ora legati a oligopoli o al controllo pubblico, stanno rivoluzionando il mercato spaziale, guidando le strategie e accelerando l’innovazione. Se finora la Space economy è stata soltanto un concetto spiegato da addetti ai lavori, oggi le dirompenti iniziative degli imprenditori oltreoceano e la fiducia a loro accordata dall’amministrazione americana e dalla Nasa hanno mostrato al grande pubblico di cosa stavamo parlando.

Non è un caso che i due uomini più ricchi del Pianeta coincidano con i due più attivi promotori della nuova era dello spazio. Jeff Bezos con Blue Origin ed Elon Musk con SpaceX. La visione e l’intraprendenza, unite agli enormi investimenti in ricerca e sviluppo, hanno garantito un salto quantico nell’evoluzione del settore. Non è neppure un caso che icone di questo tipo non esistano in Europa, visto che il Vecchio continente ragiona ancora con schemi tradizionali, rendendo il comparto meno competitivo e innovativo. Un caso su tutti è quello dei lanciatori spaziali, che faticano a reggere in termini economici la concorrenza di SpaceX, capace di registrare record su record, di puntare alla Luna e di portare in orbita astronauti su vettori all’avanguardia.

L’Europa è alle prese con la riforma della sua governance e con uno spostamento di equilibri tra Agenzia spaziale europea e Ue, per dare maggiore impulso agli investimenti e più omogeneità alla gestione politica. L’Italia deve seguire la partita con attenzione e interesse per restare protagonista, continuando a giocare sul doppio binario, europeo e americano, senza dimenticare quali sono i suoi punti di forza e quali i dossier da gestire insieme con i partner europei, a partire da Francia e Germania, magari su tavoli a tre gambe che permettano di bilanciare meglio i rapporti di forza. E se i nuovi protagonisti sono i privati d’oltreoceano, allora si dovranno trovare meccanismi di dialogo per restare agganciati al treno dell’innovazione.

È troppo tardi per salire a bordo del New space? Forse no. Ma Musk e Bezos insegnano che la velocità è uno degli ingredienti indispensabili. AAA Musk europeo cercasi (magari lo troveremo proprio in Italia).

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