Trovaci su: Twitter

La gara fra droni di Leonardo, tra innovazione e ricerca

Di Luigi Romano
In In Evidenza
29/12/2020
0 Commenti

Arriva la conferma da parte di Leonardo dell’avvio della seconda edizione della gara per droni, prevista per il prossimo autunno, organizzata dall’azienda presso lo stabilimento Velivoli di Torino. Al “Leonardo drone contest” sono invitate a partecipare sei università italiane: Politecnico di Milano, Università di Bologna, Politecnico di Torino, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Università degli Studi di Roma Tor Vergata e l’Università degli Studi di Napoli Federico II. La premiazione dell’edizione del 2020 è avvenuta il 23 settembre e ha visto vincitore il Politecnico di Milano, mentre il “Premio speciale della giuria” è andato all’Università di Bologna.

IL PROGRAMMA

Il “Drone contest 2021” prevede come primo evento, in maniera simile a quanto accaduto quest’anno, un simposio scientifico e tecnologico di presentazione, da tenersi alla fine della prossima primavera. Il progetto, ideato e sviluppato in collaborazione con i sei atenei, nasce per promuovere lo sviluppo dell’intelligenza artificiale applicata ai sistemi senza pilota. Durante i tre anni previsti dal programma, Leonardo sosterrà le ricerche di sei dottorandi delle università coinvolte con una borsa di studio. I dottorandi, supportati dai propri professori e in collaborazione con i team di Leonardo, dovranno sviluppare e proporre soluzioni innovative da applicare ai sistemi di droni. Il “drone contest” è iniziato ufficialmente il 12 novembre 2019 e terminerà nel 2022.

LA GARA

La competizione, unica nel suo genere nel contesto internazionale, è una gara vera e propria tra i diversi droni presentati dagli atenei partecipanti. I droni, cooperando con dei sensori a terra, dovranno interagire con la realtà introno a loro ed eseguire correttamente e rapidamente una serie di prove, dimostrando le funzionalità delle nuove tecnologie presentate come il lavoro di gruppo (teaming/swarming), l’assegnazione di priorità dei compiti in base agli obiettivi, l’interazione del drone con gli agenti esterni, l’odometria inerziale visuale, la pianificazione di traiettoria autonoma, l’identificazione e la ricerca, la computer vision e la capacità di decision making autonoma. Nel complesso i droni si muoveranno in un campo di gara in una sfida a tempo, durante la quale dovranno raccogliere, tramite foto e video, le informazioni necessarie per permettere alla squadra di controllo di definire la missione. Tramite le indicazioni ricevute, il drone dovrà muoversi in autonomia tra edifici e zone a visibilità ridotta per portare a termine la sua missione. Un focus particolare verrà dedicato alla cooperazione tra il drone e i sensori a terra, fondamentale per l’individuazione degli oggetti nel minor tempo possibile. La collaborazione con altre piattaforme sarà la base per il contest previso per il 2022, quando l’attenzione sarà rivolta in particolare al volo collaborativo.

GLI OBIETTIVI DI LEONARDO

Il contest sarà l’occasione per mettere alla prova le novità tecnologiche sviluppate dai concorrenti, dirette allo sviluppo di soluzioni per il pilotaggio remoto e per il potenziamento dell’autonomia dell’intelligenza artificiale applicata al volo. In particolare, verranno sviluppati gli ambiti della computer vision, della cooperazione tra sensori, dell’intelligenza artificiale e del machine learning applicati ai sistemi unmanned, tutti settori coerenti con il piano strategico “Be Tomorrow – Leonardo 2030”. Leonardo è, a oggi, l’unica realtà europea in grado di fornire soluzioni complete per i sistemi di pilotaggio remoto, progettando e sviluppando tutti gli elementi di un apparato basato sui droni per missioni di intelligence, sorveglianza, monitoraggio e acquisizione informazioni. Tali apparati prevedono l’integrazione tra piattaforme, sensori radar ed elettroottici, sistemi di missione e stazioni di controllo a terra. Grazie al “Leonardo drone contest”, dunque, si vengono a creare quelle sinergie tra sviluppo scientifico e ricerca accademica che favoriranno la creazione di tecnologie all’avanguardia e la nascita di un ecosistema che coinvolga le grandi imprese, gli atenei, le Pmi, gli spin-off e le start-up.

Lascia un commento

avatar