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Saipem e Drass al lavoro per i sommergibili della Marina

Di Luigi Romano
In In Evidenza
28/12/2020
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Saranno Saipem e Drass a fornire il nuovo sistema di soccorso per sommergibili della Marina militare, destinato ad essere integrato sulla nuova nave della Forza armata. La direzione degli armamenti navali (NavArm) del segretariato generale della Difesa, guidato dal generale Nicolò Falsaperna, ha assegnato alle due aziende il relativo contratto di fornitura. Doterà l’unità che sostituirà Nave Anteo di un sistema di soccorso subacqueo modulare e innovativo, frutto della collaborazione tra il soggetto leader nelle attività di ingegneria, perforazione e realizzazione di grandi progetti nei settori dell’energia e delle infrastrutture, e la storia azienda italiana in prima fila nel campo della subacquea e dell’iperbarismo ad alta tecnologia.

LA NAVE

Il sistema fornito dal duo Saipem-Drass sarà destinato alla nuova nave per operazioni subacquee e di soccorso di sommergibili della Marina militare, meglio nota con l’acronimo “Sdo-Surs”: Special diving operations – Submarine rescue system. Sostituirà Nave Anteo, ormai giunta a fine vita operativa dopo oltre quarant’anni di attività, impiegati tra operazioni di ricerca, soccorso e salvataggio dell’equipaggio di sommergibili sinistrati, supporto alle attività subacquee della Forze armata, operative e addestrative, degli incursori e dei comandi Forze speciali imbarcati. Il programma “Sdo-Surs” è presente tra quelli prioritari della Difesa nell’ultimo Documento programmatico pluriennale (2020-2022) di palazzo Baracchini, guidato da Lorenzo Guerini, che prevede nel complesso un investimento di 424 milioni fino al 2032 (3 milioni quest’anno, 73,5 il prossimo).

IL SISTEMA

Avrà a bordo l’innovativo sistema che integra un veicolo sottomarino a controllo remoto (Rov) di ultima generazione realizzato da Saipem con una capsula di salvataggio targata Drass. Il Rov funge da vettore di navigazione e controllo, mentre la capsula ha la funzione di riportare i sommergibilisti in superficie mediante un habitat controllato e in totale sicurezza. I due elementi sono collegati meccanicamente ed elettronicamente, in modo da formare un modulo connesso alla nave tramite un cavo contenente linee elettriche e fibre ottiche per l’alimentazione, la comunicazione e il controllo.

I CONTRIBUTI

L’ingegnerizzazione dei Rov, dei sottosistemi di controllo e dei dispositivi di automazione è stata condotta da Sonsub, il centro di eccellenza di Saipem, con sede a Marghera, nel veneziano, sito specializzato nello sviluppo di avanzate tecnologie subacque. A Livorno, invece, il reparto di Ingegneria di Drass ha concepito i sistemi di intervento e soccorso di superficie, nonché la loro integrazione sulle moderne navi di soccorso. L’azienda vanta un’esperienza pluriannuale in numerosi progetti di soccorso sommergibili con marine di diversi Paesi nonché con realtà impegnata nell’immersione profonda offshore.

GLI OBIETTIVI DI SAIPEM…

“L’accordo concretizza peraltro un’interessante opportunità di fornire, anche al mercato militare, prodotti e servizi ad altissimo contenuto tecnologico sviluppati da Saipem nella realizzazione di impianti energetici sub-sea”, ha spiegato Stefano Porcari, coo della divisione E&C Offshore di Saipem. D’altra parte, l’impegno nel campo è trasversale. “Siamo attualmente impegnati in vari programmi di sviluppo – ha aggiunto il manager – dai droni sottomarini per applicazioni di sorveglianza e sicurezza dei mari, alla rete di nodi dual use per il monitoraggio ambientale e il controllo di infrastrutture sottomarine sensibili”.

…E DI DRASS

“La storica collaborazione di Drass con Marina militare italiana si arricchisce della sinergia con Saipem dimostrando ancora di più l’efficacia di impiegare la tecnologia duale nel campo della Difesa”, gli ha fatto eco Sergio Cappelletti, managing director di Drass. “La traiettoria tecnologica che la Drass sta percorrendo – ha concluso – individua il soccorso sommergibili come un tassello di un’ampia capacità di intervento sottomarino, non limitata al militare ma con campi di applicazione che spaziano dall’industria alla ricerca, all’acquacultura di profondità, fino al supporto dell’ecosostenibilità dell’ambiente marino”.

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