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Il Covid non ferma Leonardo (che conferma la guidance 2020)

Di Stefano Pioppi
In In Evidenza
05/11/2020
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Leonardo tiene botta a fronte di “un contesto globale di grave recessione economica ed elevata incertezza”. Ordini e ricavi sono in linea con il 2019, per una performance commerciale che appare incoraggiante nell’ambito della crisi generata dalla pandemia. Nonostante difficoltà finanziarie riconducibili a Covid-19 (e un utile netto a -70%), è così confermata la guidance per il 2020. È quanto emerge dai dati relativi ai primi nove mesi dell’anno di Leonardo, approvati oggi dal consiglio d’amministrazione presieduto da Luciano Carta. Per la One Company guidata da Alessandro Profumo resta la constatazione di un contesto senza precedenti, con il settore militare (in crescita) a compensare la crisi globale di quello civile.

IL MOMENTO

“I risultati dei primi nove mesi dimostrano che abbiamo risposto prontamente alle sfide di breve periodo del 2020, reagendo in maniera efficace alle dinamiche di un contesto in continuo cambiamento”, ha spiegato Profumo. “Abbiamo intrapreso azioni per diventare più resilienti e agili: abbiamo ridotto i costi, prioritizzato gli investimenti senza comportare ritardi sui programmi, riorientato gli ordini ricevendo un supporto significativo dai nostri clienti nazionali, riconfigurato le linee produttive per rispondere alle restrizioni dovute al Covid”. Viste le linee di credito attivate a maggio e il rifinanziamento dei bond con scadenza 2021, “non abbiamo quindi necessità di aumenti di capitale o ulteriore rifinanziamento del debito”. Per Profumo si registra dunque una “ripresa operativa costante trimestre dopo trimestre”.

STRATEGIE E ORDINI

A guidare l’azione resta il Piano industriale, inserito già da prima della pandemia nel Piano strategico “BeTomorrow 2030”, una roadmap che punta a consolidare il core business, modernizzare l’organizzazione interna e spingere l’innovazione con “Master the new”, all’interno di cui si collocano i Lab trasversali alle divisioni che lavorano su tecnologie disruptive. In tale quadro si inseriscono i numeri della terza trimestrale: “confidiamo nei nostri punti di forza, nei solidi fondamentali del business in un mercato comunque in crescita e siamo ben posizionati per uno sviluppo sostenibile nel medio-lungo periodo, anche a supporto dell’Italia”, ha spiegato Profumo. Per Leonardo la giornata si è aperta con un nuovo contratto elicotteristico dagli Stati Uniti: l’operatore Life Link III ha siglato un ordine per un ulteriore AW169 e per il primo AW109 Trekker destinato a missioni di trasporto medico d’urgenza, facendo salire a 14 il totale di macchine richieste. Certo, resta l’attenzione sull’andamento del titolo, su cui è già suonato il campanello d’allarme del Copasir (su Formiche.net da Raffaele Volpi) per il rischio di scalate ostili.

IL COVID-19 SUL COMPARTO

Il quadro generale non è semplice. Già la semestrale di luglio notava “condizioni di mercato estreme”, nonostante le quali si constatava la tenuta di ricavi e ordini, soprattutto grazie al settore militare. Ora, di fronte alla seconda ondata si confermavano i timori per il mercato civile (Atr in primis), frutto della crisi sul trasporto aereo globale generata dalla pandemia. E così per Leonardo la performance commerciale si conferma sugli stessi livelli del 2019, “beneficiando di ordini in ambito governativo-militare da parte dei clienti domestici a fronte di taluni slittamenti nelle campagne export e della flessione della domanda nel settore civile”.

I DATI COMMERCIALI…

Gli ordini dei primi nove mesi dell’anno si attestano a 8,5 miliardi, in linea con il 2019. Crescono del 41% per gli Elicotteri (3,2 miliardi), incremento compensato dalla flessione per i segmenti dell’Elettronica e soprattutto dell’Aeronautica (-41%), che nel 2019 avevano registrato acquisizioni rilevanti, tra Leonardo Drs e gli addestratori (M-346 e M-345). Nel 2020 le principali acquisizioni in ambito aeronautico riguardano gli ordini ricevuti da Lockheed Martin per il programma F-35 e quelli per le attività di supporto logistico per i velivoli C-27J ed Eurofighter all’Aeronautica italiana.

Stabili anche i ricavi a 9 miliardi, su cui pesa la flessione degli Elicotteri (minori consegne civili a causa del Covid) compensata alla crescita dei volumi per velivoli (soprattutto gli Eurofighter al Kuwati) e Leonardo DRS, la controllata americana. Il portafoglio ordini vale 35 miliardi, -1,9% rispetto allo scorso anno, e assicura una copertura in termini di produzione equivalente a circa due anni e mezzo.

…E FINANZIARI

Sempre per effetto del Covid, l’indice di redditività Ebita scende a 497 milioni (-28%), e determina il brusco calo del risultato netto (137 milioni, -70%) su cui pesa altresì il “maggiore impatto degli oneri finanziari”. Il flusso operativo di cassa risulta negativo per 2,6 miliardi, “a causa dell’usuale stagionalità e dell’effetto peggiorativo del Covid-19, che hanno comportato un significativo e previsto incremento del circolante con conseguente assorbimento di cassa per lo spostamento verso fine anno degli incassi legati allo slittamento di milestone di attività e di consegne di macchine civili”.

LA GUIDANCE PER L’ANNO

Nonostante “un contesto globale di grave recessione economica ed elevata incertezza”, il cda ha confermato la guidance per il 2020 ricorretta nella semestrale di luglio: ordini tra 12,5 e 13,5 miliardi di euro (con un ridimensionamento della domanda civile e un sostanziale incremento degli ordinativi governativi-militari, soprattutto domestici) e ricavi tra i 13,2 e i 14 miliardi, sostanzialmente in linea con l’anno precedente e “in previsione di un accelerazione delle attività nel secondo semestre”.

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