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L’Italia candida Simonetta Di Pippo per la guida dell’Esa

Di Stefano Pioppi
In In Evidenza
06/10/2020
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È Simonetta Di Pippo la candidata italiana per la guida dell’Agenzia spaziale europea (Esa). L’ufficialità è arrivata via Twitter dal sottosegretario Manlio Di Stefano, che ha presentato al corpo diplomatico accreditato a Roma la scelta italiana. Riguarda la corsa europea per individuare il successore del tedesco Johann Dietrich Woerner, il cui mandato scadrà a metà del prossimo anno.

IL PROFILO

Laureata in Astrofisica alla Sapienza di Roma, Simonetta Di Pippo è entrata nell’Agenzia spaziale italiana (Asi) nel 1986, per divenire sei anni dopo direttore di Osservazione dell’Universo. Dal 2008 al 2011 ha guidato il Volo umano dell’Agenzia spaziale europea, prima di tornare all’Asi per guidare lo European Space Policy Observatory a Bruxelles fino a marzo 2014, quando è stata nominata alla direzione dell’Unoosa, l’ufficio della Nazioni Unite per gli affari dello Spazio extra-atmosferico. È co-fondatrice dell’iniziativa Women in Aerospace Europe, e membro dell’International Academy of Astronautics. Presiede inoltre il Global future council on space technologies del World economic forum.

LA CANDIDATURA

L’ufficialità della sua candidatura alla guida dell’Esa è arrivata dal sottosegretario agli Affari esteri Manlio Di Stefano via Twitter (qui il dialogo tra i due nel recente evento di Formiche e Airpress). “Leader visionaria e innovatrice, nonché manager competente”, ha scritto Di Stefano, la Di Pippo è stata presentata al corpo diplomatico accreditato a Roma come “candidata italiana a direttore generale dell’Esa”. Già lo scorso febbraio l’attuale vertice dell’agenzia europea Johann Dietrich Woerner, in carica dal 2015, aveva annunciato che non avrebbe corso per il rinnovo. Il mandato scade a metà 2021, ma già entro la fine di quest’anno dovrebbe arrivare la scelta sul successore.

LE POSSIBILITÀ

A giugno scorso il consiglio dell’Esa ha approvato la pubblicazione della call per le candidature alla posizione aperta, consegnate tutte entro il 31 agosto. Oltre i candidati (ce ne sono moltissimi), l’Italia può ambire ad avere il ruolo. È infatti ormai lontana l’era di Antonio Rodotà, direttore generale dal 1997 al 2003, seguita dalla lunga presenza francese con Jean-Jacques Dordain (2003-2015) e poi da quella tedesca con Woerner. Come terzo Paese dell’Esa, spiegava sull’ultimo numero di Airpress l’astronauta e generale Roberto Vittori, “l’Italia potrebbe legittimamente aspirare alla posizione di vertice, anche nell’evidenza del forte investimento fatto nel corso dell’ultima ministeriale dell’agenzia”.

IL MOMENTO

Certo, la concorrenza appare agguerrita. La Spagna sostiene con forza il suo ministro della Scienza e dell’innovazione Pedro Duque, astronauta con due missioni oltre l’atmosfera. Anche Francia e Belgio sono ben determinate. D’altra parte si tratta di una scelta di rilievo. Come notava Vittori su Airpress, “la scelta del direttore generale contribuirà a condizionare tutta la vita, le attività e i programmi dell’Esa nei prossimi anni”. Anni che si preannunciano densi di lavoro, sia per la rinnovata attenzione internazionale allo Spazio, sia per la definizione della nuova governance europea. L’Unione europea rivendica un ruolo maggiore nel settore ed è per questo alla ricerca di un rapporto diverso con l’Esa.

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