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Maggio 2020

Di Flavia Giacobbe
In Editoriali
08/05/2020
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Mettere il Paese in sicurezza non vuol dire soltanto spendere (meglio) in sanità, ma significa anche puntare su programmi legati alla Difesa, che garantiscano all’Italia un confronto dignitoso con quei Paesi che sul tema investono molto più di noi.

Se durante il lockdown abbiamo contato ogni giorno i morti e i miliardi persi per aver fermato le attività della Penisola, ora la Fase 2 dovrà essere segnata da un deciso rilancio economico, proprio come sta avvenendo nel resto del mondo. Un rilancio che per alcuni settori si preannuncia difficile e lento, come per il trasporto aereo. Secondo le proiezioni, dovranno passare almeno tre anni prima che il traffico nei cieli torni come prima, con ricadute negative per tutto il comparto. Il governo, come abbiamo già scritto su queste colonne, è chiamato a mettere sul piatto aiuti economici e strategie di rilancio proprio come accade dopo una guerra.

Ebbene, su quali settori puntare? Su comparti che garantiscano ritorni importanti sul Pil, che possano preservare la sovranità tecnologica, che possano far leva sull’export, che forniscano all’Italia vantaggi strategici e che puntino sull’innovazione. L’aerospazio e la difesa rientrano appieno tra questi e nella fase di fragilità e di incertezza geopolitica che stiamo affrontando sono quantomai centrali. Il mondo si appresta a diventare un luogo ancora più insicuro. Scosse dal ciclone del virus, che ha scompaginato piani e carte, le potenze internazionali stanno ricalibrando le posizioni e giocando in difesa. Non è quindi il momento di guardare al breve periodo, ma è necessario pensare al futuro e alle capacità che ci consentano di mantenere il livello delle nostre ambizioni. È il momento di confermare le scelte di campo e distinguere tra partner e alleati (facendo attenzione a non confonderli).

L’industria dell’aerospazio e della difesa ha quanto mai bisogno di un governo attento (come è avvenuto con la normativa Golden power) e che predisponga il prima possibile una strategia di azione che non faccia perdere know how, forza-lavoro e mantenga in vita lo straordinario patrimonio delle nostre Pmi. Perché in questo settore ogni tassello perso viene subito colmato dal mercato straniero, senza la possibilità di tornare indietro. Il successo di Fincantieri con la commessa per le fregate alla Marina americana è la prova che se si investe (in programmi validi) e si rafforzano i rapporti con gli alleati, i risultati superano gli sforzi messi in campo.

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