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Sentinelle spaziali contro il Covid-19. Così l’Italia ha attivato Copernicus

Di Stefano Pioppi
In In Evidenza
06/04/2020
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Sentinelle dallo spazio contro il Covid-19. La Protezione civile italiana ha chiesto e ottenuto l’attivazione di Copernicus, la costellazione europea per l’osservazione della Terra. Servirà a mappare le strutture temporanee messe in campo per l’emergenza, dagli ospedali da campo alle tende per il triage, così da avere “una chiara comprensione” della situazione sul territorio nazionale e valutare eventuali nuove attività da intraprendere.

IL SISTEMA

Si tratta del Servizio di gestione delle emergenze (Ems) offerto da Copernicus, e in particolare del “rapid mapping”, che consente di avere mappe precise nel giro di qualche ora dall’attivazione delle richiesta. Quest’ultima viene depositata allo European response coordination centre (Ercc), il centro della Commissione europea che gestiste il meccanismo comune di protezione civile e che (valutata la richiesta) attiva dunque i servizi di Copernicus. L’Italia vi ha fatto ricorso ad esempio a novembre per le alluvioni che hanno colpito il nord-est della Penisola, e a ottobre per gli incendi in Sardegna.

L’APPLICAZIONE

È la prima volta in questa pandemia che il servizio si attiva sul Covid-19, anche se storicamente (è attivo dall’aprile del 2012) non sono mancate applicazioni come quella richiesta dalla Protezione civile italiana, relative alla mappatura satellitare di infrastrutture temporanee e mobili, utile in molti scenari emergenziali, dai terremoti agli incendi. In ambito sanitario, il “rapid mapping” si era attivato tra Guinea e Congo nel 2014 anche per l’Ebola.

IL PROGRAMMA

A fornire le mappe è un team guidato dall’italiana eGeos, la joint venture tra Telespazio e Agenzia spaziale italiana, attiva nella commercializzazione di dati satellitari in tutto il mondo. A marzo dello scorso anno, il consorzio si è aggiudicato per la terza volta consecutiva (dopo i bandi 2012 e 2015) il contratto “Ems – rapid mapping” della Commissione europea. Si occupa dunque di acquisire ed elaborare dati satellitari (o provenienti da altre piattaforme di remote sensing) e di rendere disponibili, in poche ore dall’attivazione del servizio da parte degli utenti le mappe richieste. Dall’inizio dell’attività, otto anni fa, il servizio in questione è stato attivato 432 volte e ha prodotto più di quattromila mappe per una novantina di Paesi.

LA COSTELLAZIONE

Copernicus è il programma di osservazione della Terra dell’Unione europea, parte del più vasto progetto Geoss: il Sistema dei sistemi per l’osservazione globale della Terra. Coordinato e gestito dalla Commissione, dispiega i suoi servizi in collaborazione con Stati membri e Agenzia spaziale europea (Esa). Si avvale delle sue “sentinelle”, satelliti di diversa generazione e tecnologia che, dal primo lancio del 2014, vedono l’industria italiana in prima fila, in particolare con Leonardo e le sue due joint venture, Thales Alenia Space e Telespazio. Il programma rappresenta con Galileo (il programma per la navigazione satellitare) la voce più imponente del programma spaziale dell’Ue. Le risorse ad esso destinate dal prossimo bilancio pluriennale dell’Unione 2021-2027 sono ancora incerte. Si è già manifestato il rischio che il settore Spazio (insieme alla Difesa) venga sacrificato dalla complessità dei negoziati tra i Paesi membri.

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