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Margelletti: alleanza industriale più forte con la Difesa Usa

Di Stefano Pioppi
In Rassegna Stampa
01/04/2020
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La partita degli aiuti internazionali all’Italia si è definitivamente chiusa. Nonostante la propaganda cinese e russa, i 100 milioni di dollari annunciati da Donald Trump hanno mostrato la solidità dei rapporti transatlantici. Sono il frutto di un intenso lavoro diplomatico, ma anche delle relazioni nel campo della Difesa tra il dicastero di Lorenzo Guerini e il Pentagono di Mark Esper. Eppure, oltre gli aiuti all’Italia, e oltre il sostegno di liquidità al comparto a stelle e strisce, il dipartimento della Difesa rimane focalizzato sulla modernizzazione militare, centrale per affrontare un mondo che si preannuncia più complesso dopo il Covid-19.

La scorsa settimana, lo US Army ha selezionato le due aziende, Bell e Sikorsky (controllata di Lockheed Martin), che si contenderanno la vittoria per il programma FARA, il prossimo elicottero da ricognizione e scorta. Rientra nel più ampio progetto del Future Vertical Lift con cui gli Usa intendono sostituire per intero la propria flotta elicotteristica. Pochi giorni prima della selezione, un report del Centro studi internazionali (il Cesi, presieduto da Andrea Margelletti), ha spiegato perché è destinato a “rivoluzionare” il concetto stesso di elicottero, anche per voli di pubblica utilità, elisoccorso, e forze di polizia.

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