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Cristoforetti: “Viviamo questo periodo come una missione di lunga durata”

Di Michela Della Maggesa
In In Evidenza
26/03/2020
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Solitudine, isolamento, ma anche condivisione forzata di spazi, stress. In tempi di “distanziamento sociale” un astronauta, addestrato a vivere per lungo tempo in luoghi limitati come la Stazione Spaziale Internazionale (ISS), può fornirci utili indicazioni per affrontare questo periodo nel migliore modo possibile. Per questo l’Agenzia spaziale europea (Esa) ha portato sui suoi canali in diretta streaming l’esperienza di molti di loro. All’evento #SpaceConnectUs ha partecipato per la parte italiana in collegamento dalla Germania, dove vive da anni, l’astronauta Samantha Cristoforetti, assieme all’astrofisico Gianluca Masi. 

“Nello spazio raramente siamo soli”, dice l’astronauta dell’Esa che sulla ISS ha passato sei mesi e mezzo. Questo dice è capitato in passato come agli astronauti del programma Apollo,  quando ad esempio uno di loro rimaneva da solo ad orbitare attorno alla Luna, mentre gli altri due scendevano. “Oggi viaggiamo con un equipaggio almeno di tre persone, ma credo che dei paralleli con la situazione di emergenza che ci è cascata addosso a tutti si possano fare. Anche sulla ISS siamo lontani dai nostri affetti, dobbiamo rinunciare alla vicinanza fisica e dobbiamo vivere per un lungo periodo in un ambiente limitato con altre persone. Per questo però noi astronauti siamo avvantaggiati, ci prepariamo”. 

“E’ importante sentirsi parte di una missione”, proprio come un equipaggio, dice ancora Samantha Cristoforetti. “In questo momento è quantomai utile sentire un forte senso di appartenenza, penso solo a tutta la comunità di medici e infermieri che sono in prima linea. In questa emergenza siamo parte di una battaglia che stiamo combattendo tutti quanti insieme. Molti di noi rischiano, non solo negli ospedali, penso anche a chi manda avanti i supermercati e il Paese. Ma anche semplicemente restando a casa, facciamo la nostra parte, per noi e per gli altri. Questo è importante anche da un punto di vista psicologico”. “Sono orgogliosa di come sta reagendo la stragrande maggioranza dell’Italia”. 

Gli astronauti sono addestrati per ogni eventualità, anche per far fronte a possibili momenti di sconforto. “Abbiamo a disposizione tutta una rete di supporto che fa di tutto affinché non si entri in dinamiche di sentimenti negativi, come il sentirsi lontani. Ci sono persone che ci aiutano nelle cose pratiche. C’è la possibilità di parlare con la famiglia tutte le settimane, grazie ad una sorta di videochat, possiamo anche telefonare, scrivere mail e ricevere piccoli regali che ci arrivano con i veicoli cargo. Adesso il rischio di cadere in frustrazione c’è per tutti, ma questo va evitato. Dobbiamo perdonare i nostri limiti se abbiamo momenti di sconforto e solitudine, o al contrario se diventa difficile la convivenza, perché non siamo abituati a dividere uno spazio limitato con altre persone per settimane, ma questo è normale.” 

La Stazione Spaziale Internazionale ha il volume interno di un grande aereo di linea e non tutto lo spazio è disponibile, ci sono le apparecchiature. “Non abbiamo a disposizione tanto spazio privato. Abbiamo una piccola cabina telefonica dove dormire e tenere gli oggetti personali. Questo aiuta tantissimo, ci puoi fare quello che vuoi. Anche chi ha una casa piccola può ritagliarsi uno spazio da organizzare a modo suo. In questo momento dobbiamo essere particolarmente ingegnosi”, anche perché – sottolinea Samantha Cristoforetti – non sappiamo quanto questa pandemia durerà. “Non dobbiamo illuderci che sarà una cosa breve. Dobbiamo pensare che sia una missione di lunga durata, dove organizzare al meglio il tempo, i nostri spazi e le nostre convivenze”. 

Ma la cosa più importante da fare per l’astronauta italiana è avere fiducia nella scienza. “E’ fondamentale”. Ha detto. “Dobbiamo fare tutti un atto di fede. Come in tutti i Paesi europei ora ci si affida agli esperti. Ma è importante non pretendere risultati subito. Ogni giorno si aggiunge un tassello alla comprensione del virus. Non dobbiamo aspettarci miracoli, è un processo che necessita di tempo, c’è un esercito  al lavoro per noi. La sfida è epocale come lo sforzo per affrontarla”. 

Consigli sono arrivati anche da Gianluca Masi, che nel corso della sua carriera ha intercettato una trentina di asteroidi. “Quando osserviamo il cielo – ha detto l’astrofisico – non sappiamo cosa troveremo con il nostro telescopio. Il cielo è pieno di risorse da scoprire, anche con mezzi semplici come un binocolo. Adesso c’è Venere da osservare quando tramonta il Sole, o si possono ammirare i crateri della Luna. Molto del cielo si può guardare anche a occhio nudo e in solitudine, anche questa è la sua magia”. Una magia che, dice Masi – il quale una volta finito tutto ha detto di voler andare in montagna a sentire la ricchezza del cielo -, espande i nostri orizzonti. “La prima cosa che farò una volta superata la crisi sarà tornare in Italia”. Ha detto invece Samantha Cristoforetti. 

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