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Fremm per la Marina militare. Il varo di Nave Emilio Bianchi

Di Stefano Pioppi
In In Evidenza
25/01/2020
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“Un altro straordinario gioiello della cantieristica nazionale”, nonché “uno strumento innovativo, simbolo di sviluppo tecnologico, altissima competenza e versatilità operativa”. È Nave Emilio Bianchi, la decima e ultima fregata europea multi missione realizzata da Fincantieri per la Marina militare, varata oggi al cantiere di Riva Trigoso, Genova, nelle parole del ministro della Difesa Lorenzo Guerini. Con lui, erano presenti il presidente del gruppo di Trieste Giampiero Massolo, il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e il capo di Stato maggiore della Marina Giuseppe Cavo Dragone. Madrina del varo, Maria Elisabetta Bianchi, figlia della medaglia d’oro al valor militare che dà il nome alla nuova unità, palombaro protagonista di storiche imprese durante la seconda guerra mondiale.

ECCELLENZE NAZIONALI

Tanti i significati nell’evento di oggi. Prima di tutto l’eccellenza industriale, ricordata nel suo intervento dal titolare di palazzo Baracchini. Le maestranze che hanno realizzato la Fremm, ha detto, sono “garanzia di un made in Italy che porta nei mari del mondo le eccellenze italiane e che sta trovando nuovo slancio con le moderne unità della Marina militare”. C’è poi il legame con il territorio di Genova, già forte in virtù della costruzione del nuovo ponte affidata a Fincantieri.

Inoltre, negli stessi cantieri di Riva Trigoso sono in costruzione due nuovi Pattugliatori polivalenti di altura. Tutto questo, ha detto Guerini, può “ulteriormente contribuire alla crescita e all’ammodernamento dello stabilimento”, anche sulla scia dei provvedimenti del governo. Nell’ultima legge di bilancio, ha ricordato il ministro, ci sono 480 milioni di euro per la messa in sicurezza di tutta l’area portuale industriale di Genova- Sestri Ponente.

LA COLLABORAZIONE EUROPEA…

Un ulteriore significato è da rintracciare nella natura del programma Fremm, sviluppato nell’ambito di un accordo di cooperazione italo-francese con il coordinamento dell’Occar, l’organizzazione congiunta per la cooperazione europea in materia di armamenti. È il sintomo di una Difesa europea che può funzionare quando c’è convergenza di interessi e programmazioni. La scorsa settimana, ha ricordato lo stesso Guerini, un altro passo è stato preso in questa direzione. Naviris, la joint venture tra Fincantieri e la francese Naval Group è diventata operativa con il primo consiglio dei ministri. È la conferma dell’impegno del gruppo “per lo sviluppo di sinergie in ambito Difesa a livello europeo”.

…E QUELLA INTERNAZIONALE

Ci sono infine i risvolti extra-europei. Le ambizioni dell’industria nazionali superano i confini del Vecchio continente. È “l’eccellenza nazionale” di cui ha parlato Guerini, “confermata anche dal recente ordine ricevuto dagli Stati Uniti per la costruzione di quattro unità navali multi missione”. Così l’industria diventa anche strumento di politica estera. Attraverso le partnership con le Forze armate, ha detto il ministro, le aziende della Penisola “rappresentano uno dei fattori strategici che rafforzano la competitività dell’intero sistema marittimo italiano e al contempo sono volàno sul territorio in termini di sviluppo, occupazione e di valore”. Ciò vale ancora di più per il programma Fremm, a cui prendono parte altre realtà nazionali come Leonardo, Elettronica e MBDA.

LO SGUARDO DI FINCANTIERI

Per Nave Emilio Bianchi, ora proseguiranno le attività di allestimento presso lo stabilimento di Muggiano, a La Spezia, verso la consegna prevista per l’anno prossimo. Una soddisfazione peer Fincantieri, ha detto il presidente Massolo. D’altra parte, ha aggiunto, “Fincantieri produce l’1% del prodotto interno lordo italiano e l’indotto è formato da oltre 3mila aziende di cui il 75% italiane”. Lo sguardo è comunque anche all’estero. Massolo ha ricordato la recente e importante intesa con il Qatar, ma anche che la gara in corso negli Stati Uniti: “Speriamo che la nostra tecnologia, le Fremm in particolare, possa essere adottata opportunamente adattandola alle esigenze americane per il futuro dalla marina militare americana”. In Europa, resta l’attesa per il via libera all’acquisizione dei cantieri francesi dell’ex Stx. L’obiettivo è chiaro, e se ne dovrà convincere anche Bruxelles: “Formare un grande polo cantieristico capace di fronteggiare i competitor asiatici”.

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