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Space Force e difesa spaziale secondo il sottosegretario Tofalo

Di Stefano Pioppi
In In Evidenza
24/12/2019
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Tra la Space Force di Donald Trump e l’attivismo delle altre potenze oltre l’atmosfera, anche l’Italia “si sta muovendo nella giusta direzione, consapevole dell’importanza strategica del dominio spaziale”. Lo fa con il nuovo Ufficio generale Spazio dello Stato maggiore della Difesa, “il seme di quello che sarà, nei prossimi anni, il futuro Comando spaziale”. Parola del sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo, che con Formiche.net ha parlato dell’evoluzione dello Spazio quale nuovo dominio del confronto militare internazionale. D’altra parte, con la firma sul National Defense Authorization Act (Ndaa), il presidente Trump ha dato luce verde alla creazione della sesta forza armata degli Stati Uniti, tutta dedicata allo Spazio extra-atmosferico.

IL PROGETTO

Per ora, a fronte di un maxi budget per la Difesa (738 miliardi di dollari), lo stanziamento per la Space Force è piccolo, pari a 40 milioni per il prossimo anno. Il livello di ambizione è però notevole, tanto che si prevede a pieno regime un organico di 16mila unità. Sarà inserita nella US Air Force, alla stregua del corpo dei Marines all’interno della US Navy. Il progetto, voluto con forza dal presidente Trump, ha dovuto vincere diverse resistenze (anche al Pentagono), con un dibattito serrato tra Congresso, Casa Bianca e dipartimento della Difesa. La competizione con Cina e Russia, attive nello Spazio militare, ha poi convinto tutti, tanto che da settembre è attivo lo Space Command, l’undicesimo comando unificato, combatant e operativo, specificatamente dedicato alle attività militari nello spazio. Seppur autonomo rispetto alla Space Force, ha segnato il trend, tanto da essere seguito a stresso giro dal Comando spaziale dell’Aeronautica francese, annunciato da Emmanuel Macron già a luglio e operativo da settembre.

IL SEGNALE DAGLI USA

“La costituzione della Space Force statunitense, così come il Comando spaziale francese, è un segnale forte che evidenzia l’importanza dello Spazio a livello globale”, ci ha spiegato il sottosegretario Tofalo. “Stiamo parlando del dominio dove si confrontano e confronteranno sempre di più in futuro le principale nazioni di tutto il mondo”. D’altra parte, la decisione americana è considerata la risposta all’attivismo nel campo di Cina e Russia, definito una minaccia alla sicurezza nazionale in tutti i più recenti documenti strategici degli Stati Uniti. Per questo, ha notato il sottosegretario, “si tratta di un settore in grande crescita che la Difesa deve conoscere ed esplorare prima degli altri”.

LA MOSSA ITALIANA

Il trend è evidente, certificato qualche settimana fa dalla Nato che, in occasione del vertice di Londra tra i capi di Stato e di governo ha certificato lo Spazio quale nuovo dominio operativo, suscettibile di attivazione della clausola di difesa collettiva. E l’Italia come si sta muovendo? “Il nostro Paese – ci ha risposto Tofalo – si sta muovendo nella giusta direzione, consapevole dell’importanza strategica del dominio spaziale”. In tal senso, ha rimarcato il sottosegretario, “un primo passo fondamentale è stato fatto con l’istituzione dell’Ufficio generale Spazio, presso lo Stato maggiore della Difesa”, novità degli ultimi mesi per il dicastero di palazzo Baracchini. “Questo ufficio costituisce il seme di quello che sarà, nei prossimi anni, il futuro Comando spaziale della Difesa”.

LA CONNESSIONE CON LA CYBER-SECURITY

Tra l’altro, la difesa delle orbite si lega alla necessità di proteggere infrastrutture da cui dipende gran parte della nostra vita sulla terra. Indicazioni in tal senso sono giunte dalla Strategia nazionale di sicurezza per lo Spazio, il documento approvato a luglio dal Comitato interministeriale per le politiche spaziali insediato a palazzo Chigi. Un’attenzione particolare è rivolta alla cyber-security da applicare ai satelliti. “Di sicuro – ha detto concludendo Tofalo – quando si parla di Spazio è necessario guardare con attenzione anche alla sicurezza cibernetica, un ulteriore segmento dove siamo in grado di esprimere un valido e crescente potenziale, in termini di uomini e di tecnologie, mettendo a disposizione del sistema-Paese le proprie eccellenze”.

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