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Ottobre 2019

Di Flavia Giacobbe
In Editoriali
16/10/2019
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Trent’anni fa cadeva il Muro di Berlino, portandosi dietro le macerie di un confronto bipolare che si sarebbe sbiadito, accendendo i riflettori su altri attori che oggi si impongono nello scacchiere geopolitico. Un anniversario che cade il prossimo novembre, e che ci ricorda che il Vecchio continente è ancora un riferimento importante per gli Stati Uniti e l’Italia è un elemento fondamentale di questo ingranaggio. La visita del segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha anticipato quella del segretario dell’Alleanza Atlantica Jens Stoltenberg. I dossier che si intrecciano tra le due figure e gli interlocutori italiani riguardano quasi esclusivamente il campo della Difesa e della sicurezza.

Tra questi ricordiamo gli impegni italiani a tutela della rete 5G, promessi agli alleati contro possibili minacce ostili di altri Paesi; l’impegno di aumentare la spesa militare nel nostro Paese (come rivelato da La Stampa, il premier Conte e il segretario Nato avrebbero discusso di un aumento di 7 miliardi di euro) e il dossier F-35. Mentre le forze politiche tornano a parlare (per l’ennesima volta) del programma, il Jsf e l’Aeronautica militare hanno raggiunto importanti risultati. Sei velivoli dell’Am italiana hanno conseguito la piena operatività in Islanda durante una missione Nato, facendo registrare per la prima volta un impiego di quinta generazione nell’ambito dell’Alleanza Atlantica. Una soddisfazione che mostra alla politica le capacità del nostro Paese di fare-sistema e di raggiungere risultati quando è messo nelle condizioni (di personale, di budget e di programmi a disposizione) per farlo.

Intanto l’Europa ha imposto una battuta d’arresto alle strategie in campo della Difesa del presidente francese Emmanuel Macron. La bocciatura della sua candidata al Mercato unico, con competenza anche sulla nuova Direzione generale per Difesa e Spazio, è un messaggio forte. Una casella che sta per essere riassegnata e che l’Italia dovrà tenere d’occhio. Le sfide sono molte e, senza lasciarsi distrarre dal Russiagate in salsa italiana che potrebbe rivelarsi una bolla di sapone, occorre che le forze che animano il nuovo esecutivo definiscano il peso che vogliono dare alla Difesa e alla sicurezza del nostro Paese.

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