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I Paesi Ue non taglino risorse a Spazio e Difesa. L’appello di Sassoli e De Gennaro

Di Stefano Pioppi
In In Evidenza
06/12/2019
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“Se il bilancio non ci piacerà, il Parlamento non lo voterà”. Il messaggio rivolto ai governi dell’Unione europea arriva da Napoli, in particolare dal presidente dell’Europarlamento David Sassoli, preoccupato dalle possibili riduzioni per Spazio e Difesa nell’ambito dei negoziati per il prossimo quadro finanziario pluriennale dell’Ue 2021-2027. Un appello rilanciato a stretto giro da Gianni De Gennaro, presidente di Leonardo. I due sono intervenuti oggi agli “Stati generali dello Spazio, Sicurezza e Difesa”, organizzati dal Parlamento europeo in Italia, in collaborazione con la Commissione europea, l’Agenzia spaziale europea (Esa) e l’Agenzia spaziale italiana (Asi).

LA SITUAZIONE…

Rispetto alla proposta della Commissione, il prossimo quadro finanziario pluriennale 2021-2027 dell’Unione europea potrebbe vedere grosse riduzioni per le risorse destinate a Spazio e Difesa. La presidenza finlandese del Consiglio dell’Ue ha infatti presentato ieri il “box”, frutto delle discussioni del Consiglio Affari generali, su cui i governi negozieranno il bilancio da sottoporre poi al Parlamento europeo per l’approvazione finale. Nel complesso, si passa dai 1161 miliardi di euro proposti dalla Commissione a 1087 miliardi, con una riduzione di 74 miliardi per sette anni. Ne restano vittime anche Difesa e Spazio, per i quali gli incrementi previsti da Bruxelles erano stati accolti con favore dal nostro Paese, che in tali settori può contare su eccellenze importanti e filiere complete.

…E LE RIDUZIONI

Per il Programma spaziale erano attesi 16 miliardi di euro, di cui circa 9,7 miliardi per Galileo ed Egnos (le infrastrutture satellitari per navigazione e puntamento, il cui obiettivo resta l’affrancamento dal sistema americano Gps) e 5,8 miliardi per il sistema europeo di osservazione della Terra, Copernicus. Dal box della presidenza finlandese si parla invece di un massimo di 12,7 miliardi, di cui 7,7 per Galileo e 4,6 per Copernicus. Ancora maggiore il taglio alla difesa. Per il Fondo Edf la Commissione aveva previsto 13 miliardi, di cui 8,9 per lo sviluppo di capacità, e 4,1 per la ricerca, tra l’altro sulla base dei programmi-pilota già avviati sul tema: l’Azione preparatoria per la ricerca nel campo della difesa (Padr, 90 milioni per tre anni 2017-2019) e il Programma europeo di sviluppo dell’industria della difesa (l’Edidp, con 500 milioni per il biennio 2019-2020). I negoziati nel Consiglio dell’Ue hanno portato l’Edf a scende a poco più di 6 miliardi. Più che dimezzati inoltre i finanziamenti per la mobilità militare, punto caro anche alla Nato. La Commissione prevedeva 6,5 miliardi per lo strumento denominato “Connecting Europe facility”, ora ridotti a 2,5 miliardi.

IL PUNTO DI SASSOLI…

Tagli che non piacciono all’Europarlamento, almeno secondo il suo presidente David Sassoli: “La posizione del Parlamento europeo – ha spiegato oggi da Napoli – si basa su un bilancio ambizioso, pari all’1,3 % del reddito nazionale lordo”, mentre il ricalcolo della presidenza finlandese lo porta all’1,07%. L’insoddisfazione riguarda proprio spazio e difesa: “Se non forniremo un importo di denaro adeguato a sostegno di tali settori, saremo destinati a fallire”. Dunque, l’augurio che “che il negoziato possa correggere le cifre”, a cui Sassoli ha aggiunto il messaggio ai governi nazionali: “Se il bilancio non ci piacerà, il Parlamento non lo voterà perché questo è il mandato che mi è stato dato da tutti i gruppi politici”.

…E DI DE GENNARO

In particolare, ha spiegato Sassoli riscuotendo l’applauso della platea, “non sopporteremo tagli a ricerca e industria”. Un vero appello “a chi dovrà decidere” condiviso da Gianni De Gennaro, presidente di Leonardo, affinché “nell’ambito del quadro finanziario pluriennale sia mantenuto il livello di contributo” destinato ai settori. Difatti, ha aggiunto, “Spazio, sicurezza e Difesa sono mattoni imprescindibili per la costruzione della casa-Europa”. In particolare, ha detto De Gennaro concludendo, “il programma spaziale e il Fondo europeo di Difesa sono strumenti importanti che favoriscono la cooperazione industriale, politica e militare”.

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