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È partito l’appuntamento dell’anno. Si apre la ministeriale Esa

Di Stefano Pioppi
In In Evidenza
27/11/2019
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“Accrescere il ruolo di primo piano dell’Italia nei programmi dell’Agenzia spaziale europea, dall’osservazione della Terra ai lanciatori, garantendo l’adeguato posizionamento del nostro comparto industriale”. È questa la priorità italiana secondo Riccardo Fraccaro per l’appuntamento dell’anno per lo Spazio del Vecchio continente. È iniziato oggi a Siviglia il Consiglio ministeriale dell’Agenzia spaziale europea (Esa). Al centro congressi di Fibes si sono ritrovati i 22 alti vertici spaziali degli altrettanti Stati membri dell’Esa, sotto il coordinamento del direttore generale dell’agenzia Johann-Dietrich Worner.

LA GOVERNANCE ITALIANA ALLA PROVA

Per l’Italia partecipa il sottosegretario Fraccaro, delegato dal premier Giuseppe Conte per il settore. È il primo grande banco di prova per la rinnovata governance italiana, che dall’anno scorso ha ridato coordinamento al comparto rimettendone la responsabilità nelle mani del presidente del Consiglio, supportato per questo da un Comitato interministeriale (Comint) che riunisce tutti i dicasteri coinvolti. La segretaria dell’organo è affidata all’ammiraglio Carlo Massagli, al vertice di una struttura di coordinamento che garantisce fluidità al sistema. Il ruolo di palazzo Chigi si avvale inoltre del supporto tecnico-scientifico dell’Agenzia spaziale italiana (Asi), presieduta da Giorgio Saccoccia, che nell’interlocuzione costante con l’Esa ha preparato il terreno alla ministeriale. Sono loro tre a formare la delegazione italiana a Siviglia.

GLI INTERESSI

Il consiglio ministeriale è atteso da tempo, definito nei mesi scorsi “l’appuntamento dell’anno” in campo spaziale in virtù delle tante decisioni che verranno prese. Si parte dalla proposta dell’Esa su programmi (quello obbligatorio e quelli opzionali) e budget complessivo per i prossimi tre anni (intorno ai 14 miliardi di euro), per definire i ruoli dei singoli Paesi e i ritorni di ciascuno. Nel vertice, ha detto Fraccaro, “l’Italia farà valere il proprio status di membro fondatore e terzo contributore dell’Esa”, nonché di “uno dei pochi Paesi a poter garantire una filiera completa nel settore dello spazio e a esprimere prodotti e competenze di eccellenza in tutti i settori”. Con l’Asi, ha aggiunto, “avremo l’obiettivo di consolidare la nostra posizione di leadership nel settore e rafforzare ulteriormente il ruolo dell’Italia a livello europeo e internazionale: puntiamo in alto perché dai risultati che otterremo in sede Esa ci saranno ricadute positive per la ricerca, l’industria, le tecnologie e tutto il sistema-Paese”.

IL VALORE DEL SETTORE

D’altra parte, ha spiegato il sottosegretario, “lo spazio è un settore che contribuisce sempre di più alla crescita dell’economia e questa ministeriale determinerà in misura notevole gli scenari futuri di sviluppo di tutto il tessuto produttivo europeo”. Per questo, “la nostra priorità a Siviglia sarà accrescere il ruolo di primo piano dell’Italia nei programmi Esa, dall’osservazione della Terra ai lanciatori, garantendo l’adeguato posizionamento del nostro comparto industriale, la crescita del settore della ricerca e gli investimenti nelle nuove tecnologie; lavoreremo per valorizzare il comparto italiano dello spazio da cui dipendono lo sviluppo, l’innovazione e la competitività del Paese”. Sono dunque molti i settori che interessano il nostro Paese, dall’osservazione della Terra (con il sistema Copernicus) all’accesso allo Spazio (con il lanciatore Vega e le sue evoluzioni), passando per lo studio dell’universo e l’esplorazione.

I PROGRAMMI

I campi definiti dal programma della ministeriale sono quattro: scienza ed esplorazione, sicurezza, accesso allo Spazio (i futuri lanciatori) e le applicazioni (osservazione della Terra, telecomunicazioni e navigazione). Nella parte di “scienza ed esplorazione”, spiccano due programmi. Lisa e Athena. Il primo punta a realizzare nello spazio un interferometro laser per ricercare onde gravitazionali attraverso tre satelliti in formazione triangolare a una distanza di 2,5 milioni di chilometri l’uno dall’altro e di 50 milioni di chilometri dalla Terra. Il secondo mira invece a realizzare il più grande satellite per l’osservazione a raggi X nello Spazio. A circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra indagherà le componenti più calde ed energetiche dell’Universo, come i buchi neri supermassivi. La parte di applicazioni spaziali è più complessa, contenendo al suo interno grandi aree come telecomunicazioni satellitari, downstream, e osservazione della Terra. Per quest’ultimo, il programma principale è Copernicus, con l’obiettivo di dare sostenibilità per le prossimi e sempre più avanzate “sentinelle”. In ambito SatCom il riferimento è Artes 4.0, con l’ambizione di rispondere con una serie di programmi alle sfide della digitalizzazione, tra cui anche le comunicazioni 5G. L’area “safety and security” copre invece i progetti per monitoraggio spaziale, cyber-resilienza, tracciamento di eventuali minacce e comprensione situazionale eso-atmosferica.

ACCESSO ALLO SPAZIO E LANCIATORI

Infine, l’accesso allo Spazio, con la richiesta dei fondi per la futura famiglia di lanciatori composta dalle evoluzioni di Ariane e Vega. Il tema è forse il più delicato, anche per i rischi di una competizione interna come spiegava l’ingegnere ed esperto aerospaziale Marcello Spagnulo. Non a caso, la scorsa settimana, l’argomento è stato al centro di alcuni incontri del sottosegretario Fraccaro a Parigi, a qualche giorno dai due protocolli d’intesa siglati da Esa e Arianespace con Ariane Group e Avio. Riguardano la fase di produzione e utilizzo dei vettori Ariane 6 e Vega C, nonché gli aspetti relativi alle responsabilità tecniche e industriali in vari ambiti, come la conformità ai requisiti di alto livello nella vita utile, l’autorizzazione al lancio, la gestione della configurazione e la manutenzione di diversi asset. Per il vice presidente dell’Istituto affari internazionali Michele Nonessi tratta di “aver definito, di comune accordo, un confine fra l’utilizzo di un lanciatore o dell’altro” e ciò “consente oggi di proseguire sulla strada di una strategia comune europea nel settore dello Spazio”. Solo l’appuntamento di Siviglia permetterà di capire se è vero.

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