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Luca Parmitano al lavoro sul cacciatore di antimateria

Di Michela Della Maggesa
In In Evidenza
15/11/2019
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Dopo una notte passata nell’airlock (la camera di decompressione dove gli astronauti respirano ossigeno puro per purificare il sangue) alle 13:05 ora italiana Luca Parmitano è uscito dalla Stazione spaziale internazionale (Iss)  per compiere l’attività extraveicolare (Eva) numero 413 della storia, che vede l’astronauta italiano nel ruolo di Eva leader (EV1), primo europeo a ricoprire questo tipo di incarico. 

Un altro riconoscimento questo della Nasa per l’astronauta del corpo dell’Agenzia spaziale europea, primo comandante italiano e terzo europeo dell’avamposto spaziale. L’attività di oggi, fatta assieme al collega americano Andy Morgan, avrà una durata di circa 6 ore e servirà a cominciare i lavori di manutenzione sullo strumento scientifico AMS-02, un rilevatore di particelle di antimateria e di materia oscura, situato in cima alla struttura a traliccio S3 della Iss, tra una coppia di pannelli solari e radiatori. 

In particolare, quella di oggi è un’attività propedeutica alle prossime uscite (in tutto ne  serviranno quattro o cinque) per la manutenzione dello strumento, durante la quale i due astronauti porteranno vicino ad AMS gli utensili necessari a riparare il sistema di raffreddamento, che serve a mantenere costante la temperatura del tracciatore, che avrebbe dovuto durare in orbita solo tre anni dopo il lancio, ovvero fino al 2014.

Queste ultime attività extraveicolari per la manutenzione non prevista di AMS-02, di cui Luca Parmitano sarà sempre protagonista, assieme al collega statunitense e sempre in qualità di EV1, sono considerate dalla Nasa tra le più complesse mai effettuate dai tempi delle riparazioni sul telescopio spaziale Hubble. L’Alpha Magnetic Spectrometer (AMS-02) è un laboratorio orbitante per la fisica delle particelle con più di 3 metri di lato per un peso di 7,5 tonnellate, il cui scopo è quello di studiare la composizione dei raggi cosmici nello spazio, in cerca di tracce di antimateria primordiale e materia oscura. AMS-02 è stato progettato per misurare con precisione la rarissima componente di antimateria nei raggi cosmici, come positroni e anti-protoni. Questo esperimento è sostenuto dalla metà degli anni ’90 dall’Agenzia spaziale italiana Asi e dall’Istituto nazionale di Fisica nucleare (Infn), nell’ambito di una collaborazione internazionale. 

La riparazione dello strumento oltre che essere spettacolare, come ogni attività extraveicolare è particolarmente significativa, data l’importanza di AMS-02. “Il cacciatore di antimateria conta le particelle che stanno nei raggi cosmici, cercando in mezzo a miliardi di particelle quelle poche particelle di antimateria, che dovrebbero essere o residui dell’universo primordiale o prodotti dalle collisioni di materia oscura”. Ha detto Bruna Bertucci, vice responsabile dell’esperimento scientifico AMS-02. 

“AMS, che è in orbita dal maggio del 2011, quindi oramai da circa otto anni, ha avuto un piccolo problema nel sistema di refrigerazione del traker, il cuore dell’esperimento al silicio sviluppato in Italia come gran parte dello strumento e adesso si rende necessario sostituirlo. Il problema è che AMS non era stato concepito per funzionare più di tre anni e soprattutto per essere riparato. Quello che oggi Luca Parmitano e il collega faranno è cercare di aprire un oggetto che è stato concepito per non essere aperto”. 

“Nella loro passeggiata  – prosegue Bruna Bertucci – andranno e inizieranno a smontare dei pannelli che servono a proteggere lo strumento da eventuali detriti spaziali e prepareranno il campo alle prossime attività extraveicolari, la seconda delle quali ci sarà già la prossima settimana. Inizieranno a “mettere a nudo il paziente” per le prossime passeggiate, quando con ogni probabilità verrano tagliati i tubi del liquido di raffreddamento per poi andarli a connettere con i nuovi. Oggi speriamo che si riescano ad anticipare alcune delle operazioni previste dalle prossime attività”. La timeline della Nasa prevede ad oggi 6 ore e 30 minuti circa per la prima passeggiata, 6 ore e 40 la seconda, 6 ore e 50 la terza e di nuovo 6 ore e 30 la quarta. Una quinta si renderà necessaria solo se nelle prime quattro Luca Parmitano e Andy Morgan non riusciranno a completare tutto il lavoro. 

“Noi come scienziati  – conclude la vice responsabile – ringraziamo gli astronauti per l’impegno che hanno profuso nel prepararsi all’operazione. Si sono allenati duramente, non solo per l’Eva, ma anche per le operazioni specifiche su AMS e come italiani siamo particolarmente orgogliosi di aver testato il nuovo sistema di raffreddamento che andrà messo in orbita, non potendo riparare quello esistente, la cui attività di qualifica è stato curata da Infn e dall’università di Perugia”. 

Luca Parmitano è oggi alla sua terza passeggiata spaziale, dopo le prime due effettuate nel 2013, nell’ambito della missione “Volare” dell’Agenzia spaziale italiana, durante le quali ha accumulato 7 ore e 39 minuti fuori dalla Iss. Le passeggiate spaziali ad oggi effettuate per la costruzione e manutenzione della Stazione spaziale internazionale sono complessivamente 222, mentre 191 sono state quelle antecedenti all’avamposto. La prima in assoluto è datata 1965 ed è stata compiuta dal cosmonauta russo Alexei Leonov, rimasto nello spazio cosmico 16 minuti. Ad aver compiuto un’Eva sono 228 persone, tra queste 12 hanno camminato sulla Luna. Il record assoluto di Eva appartiene ad Anatoly Solovyov: 16 passeggiate spaziali per 78 ore, mentre la prima donna a compiere il maggior numero di ore in attività extraveicolare è stata l’americana Peggy Withson:  60 ore di Eva fuori dalla Iss. 

“Le attività extra-veicolari sono sempre un evento complesso e delicato e quella di oggi, che coinvolge Luca Parmitano, lo è ancor di più. L’astronauta italiano dell’Esa insieme al collega statunitense Andrew Morgan dovranno iniziare i lavori di ripristino dell’Esperimento AMS-2, il cacciatore di antimateria posto all’esterno della Stazione spaziale internazionale. Operare al di fuori della Stazione sarà sempre più la regola. Il futuro dell’uomo nello spazio sarà quello di trovarsi sempre più ad operare in un ambiente così distante e lontano per il quale siamo stati creati”. Commenta il presidente dell’Agenzia spaziale italiana, Giorgio Saccoccia.

“Dobbiamo cominciare a pensare allo spazio non più come un ambiente ostile da vivere ma un ambiente nel quale si opererà in maniera quotidiana dove fare operazioni di assemblaggio, manutenzione, produzione. Ovviamente nulla è facile: sono operazioni di una complessità enorme e abbiamo bisogno di donne ed uomini straordinari come i nostri astronauti che ci permetteranno di fare quel passaggio tra la straordinarietà all’ordinarietà. Persone preparate con lunghi e complessi addestramenti e formazione in Italia ed all’estero, come il nostro Luca Parmitano. In particolare quello che lui farà è un insieme di addestramento fondamentale e di conoscenza di strumenti di ricerca sui quali andranno ad intervenire. Una nuova forma di Uomo Rinascimentale spostata su un’altra dimensione. Lo spazio”.

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