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L’umanesimo dell’Aeronautica all’Innovation day con Tofalo e Rosso

Di Stefano Pioppi
In In Evidenza
26/09/2019
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Parola d’ordine innovazione. Tecnologie all’avanguardia, risorse limitate e scenari in continua evoluzione impongono allo strumento militare un cambiamento che, prima dei mezzi, coinvolga il cuore pulsante di ogni organizzazione: le persone. L’Aeronautica militare, da sempre votata all’innovazione, ha abbracciato da tempo tale concetto, mettendo in moto un ripensamento generale su cui si sono oggi, nell’Innovation day 2019 a Palazzo Aeronautica, ritrovati il sottosegretario alla Difesa Angelo Tofalo e il capo di Stato maggiore Alberto Rosso. In platea c’erano tanti vertici della Forza armata, il sottocapo Luca Goretti, il numero uno del Comando logistico Giovanni Fantuzzi e il comandante della Squadra aerea Gianni Candotti. Da oltre l’atmosfera, c’era anche il colonnello Luca Parmitano, l’astronauta pronto ad assumere il comando (primo italiano nella storia) della Stazione spaziale internazionale, che è intervenuto con un video-messaggio.

LA PROPENSIONE ALL’INNOVAZIONE

Dopo l’edizione dello scorso anno, i risultati emersi nell’Innovation day 2019 rappresentano già “un traguardo importante per tutta la Difesa”, ha notato il sottosegretario Tofalo, riconfermato a palazzo Aeronautica dal ministro Lorenzo Guerini. “Sarà nostro compito – ha aggiunto – sollecitare le altre Forze armate a fare lo stesso, così da alzare il livello di questa Pubblica amministrazione”. D’altra parte, ha ricordato, “l’Aeronautica è la Forza armata più giovane (con ‘solo’ 97 anni, ndr) dotata di una forte capacità di approcciarsi alle nuove sfide e una spiccata propensione all’innovazione”. Tuttavia, lo sguardo è già puntato verso le prossime mosse del panorama Difesa. Si lavora su “un comando cibernetico, mentre “ho già avuto modo di parlare con il ministro della Difesa e il presidente del Consiglio – ha anticipato Tofalo senza ulteriori dettagli – per un nuovo progetto sullo spazio a guida aeronautica”.

“UMILTÀ E DETERMINAZIONE”

Intanto, l’Innovation day è stata occasione utile per fare il punto su una serie di progetti che hanno visto coinvolta l’Aeronautica. Alla base, ha spiegato il generale Rosso, la consapevolezza di dover innovare l’organizzazione a fronte di “uno scenario mutevole” e soprattutto di “risorse insufficienti”. Ne conseguono due “principi fondamentali: umiltà e determinazione”, da applicare per poter introdurre concetti innovativi, manageriali e organizzativi, all’interno di “strutture militari che tendono a essere elefantiache, lente e resistenti”. Perciò, serve “l’umiltà di ascoltare, comprendere e capire l’importanza del cambiamento” e “la determinazione per svilupparlo e coinvolgere l’intera struttura”. Per tutto questo, ha ammesso Rosso, l’Innovation day 2019 è “un occasione di aggiornamento su un’evoluzione iniziata prima del mio mandato”, quando alla guida dell’Am c’era il generale Enzo Vecciarelli, oggi capo di Stato maggiore della Difesa e ideatore dell’Aeronautica 4.0. E ciò dimostra, ha rimarcato Rosso, “l’importantissima continuità che deve esserci nella vita delle istituzioni, anche per portare avanti l’innovazione”.

LA FORZA ARMATA COME CASE STUDY

Se l’obiettivo è innovare, occorre prima di tutto capire da dove si parte. È così che l’Aeronautica ha elaborato una serie di progetti, in collaborazione con il mondo accademico, tesi a individuare i campi su cui poter migliore e le misure da adottare. Tra questi, c’è “Virtute siderum tenus”, il progetto della SDA Bocconi che ha visto l’Arma azzurra diventare un caso di studio per il suo “ripensamento organizzativo”. In sintesi, ha spiegato la ricercatrice Elisabetta Trinchero, la scuola dell’ateneo milanese ha indagato le azioni e i processi idonei a mantenere il “livello d’eccellenza” dell’Aeronautica a fronte di scenari mutati, risorse ridotte e tecnologie evolute. Ne è emersa una Forza armata moderna, coesa e votata all’innovazione, capace di inserire novità importanti per abbracciare il necessario cambiamento.

UN’AERONAUTICA “CERTIFICATA”…

Ne è esempio evidente “l’istituzionalizzazione della funzione innovativa” con l’Ufficio generale per l’innovazione manageriale dello Stato maggiore Aeronautica, ormai attivo da diversi anni. Più recente (luglio di quest’anno) il suo riconoscimento come Organismo di certificazione (Odc) per figure professionali di project manager, quality manager e auditor di sistemi di gestione, avvenuto tramite Accredia, l’ente unico nazionale di accreditamento, designato dal governo italiano per attestare la competenza, l’indipendenza e l’imparzialità degli Odc. In altre parole, l’Arma azzurra si è dotata di un organismo che potrà certificare figure professionali da impegnare nell’innovazione tecnologica, così da presidiare le varie attività di trasformazione.

…E UN LABORATORIO PER LE RISORSE UMANE

Prima delle strutture e delle tecnologie, ha ricordato Rosso, ci sono sempre le risorse umane, e da esse deve partire l’innovazione. È per questo che l’Aeronautica ha messo in campo con l’Università di Firenze il Laboratorio internazionale congiunto (SHRMxL), che vede anche il contributo degli atenei di Bordeaux, Madrid, Bruxelles e Montreal. Nell’Innovation day 2019, il professor Carlo Odoardi dell’UniFi ne ha sviscerato i progetti, compreso quello che ha coinvolto, da ottobre 2018 a maggio 2019, un campione di 2.153 militari, dagli ufficiali ai militari di truppa di quattro stormi e una brigata aerea.

TRA BRIGATA E STORMO

Il generale Girolamo Iadicicco, comandante della 46esima Brigata aerea di Pisa si è confrontato con il “Feedback a 360 gradi”, un processo di etero-valutazione (con appositi questionari anche tra linee gerarchiche differenti, novità assoluta tra le Forze armate) e di auto-riflessione (“è come guardarsi allo specchio con i propri occhi e poi con quelli degli altri – ha detto il generale – un vero e proprio regalo”). Il colonnello Alberto Surace, comandante 61° Stormo di Lecce, ha invece avuto a che fare con il progetto Coppi (acronimo per Clima organizzativo e performance del potenziale innovativo), una “radiografia” delle potenzialità e dei limiti all’innovazione. Entrambi si sono dimostrati soddisfatti, avendo potuto riscontrare aree di miglioramento altrimenti di difficile individuazione. Ora, l’obiettivo è estendere le metodologie adottate all’intera organizzazione, e magari (chissà) essere d’esempio di positiva innovazione per tante altre pubbliche amministrazioni.

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