Trovaci su: Twitter

Settembre 2019

Di Flavia Giacobbe
In Editoriali
17/09/2019
0 Commenti

Due partite si giocano parallelamente in queste settimane per l’Italia della difesa e dell’aerospazio. La prima tutta interna. Si tratta del riassetto dei vertici istituzionali dopo il terremoto politico di agosto che ha portato alla formazione del nuovo esecutivo. Con Lorenzo Guerini alla guida di Palazzo Baracchini, la nomina di Giulio Calvisi sottosegretario e la conferma di Angelo Tofalo. Una squadra che – forte della sensibilità del nuovo ministro per i temi della sicurezza e dell’interesse nazionale, stimolati dalla sua esperienza alla guida del Copasir – dovrà ora gestire i tanti dossier aperti o appena chiusi (come la conferma della partecipazione italiana al futuro caccia inglese Tempest raggiunta dal ministro uscente Elisabetta Trenta) che stanno tenendo il comparto col fiato sospeso.

Si tratta di decisioni importanti, alle quali guardano con attenzione anche dall’estero e che potranno confermare o meno l’affidabilità del nostro Paese come alleato e membro dell’Alleanza Atlantica. La seconda partita è invece quella europea, intrecciata a doppio filo con le questioni interne italiane e con l’interesse nazionale da tutelare. La nuova Commissione di Bruxelles in tinte rosa ha molta sensibilità per il settore, avendo sia il presidente Ursula von der Leyen, sia il commissario Sylvie Goulard, ricoperto in passato la carica di ministri della Difesa rispettivamente a Berlino e a Parigi. La titolare del Mercato interno gestirà la Direzione generale “Defence industry and space”, con responsabilità sugli stanziamenti del nuovo Fondo europeo per la difesa (13 miliardi) e sul programma spaziale (16 miliardi) da spalmare tra il 2021 e il 2027. Piatto che fa gola a molti e che la Francia guarderà con una prospettiva privilegiata avendo la Goulard come interlocutore al suo vertice.

Al nostro Paese non resta che indicare i giusti delegati per seguire i dossier di Bruxelles e lavorare affinché qualche casella ancora da assegnare – come la nomina della guida della nuova Direzione generale – sia attribuita all’Italia. Delle ambizioni lecite, che si vanno ad aggiungere a quelle relative al rinnovo dei vertici dell’Agenzia europea per la Difesa (Eda) e dell’Agenzia spaziale europea (Esa), questa esterna al contesto Ue ma comunque nella partita, soprattutto ora che si avvicina “l’appuntamento dell’anno”, la ministeriale di Siviglia. I giocatori chiamati a scegliere la strategia, oltre ai titolari di Difesa ed Esteri (Guerini e Di Maio), saranno da Roma il ministro degli Affari europei, Vincenzo Amendola, e da Bruxelles il neo commissario Paolo Gentiloni. Il fischio d’inizio è stato dato da un pezzo per gli altri Paesi, l’Italia deve essere brava a giocare in recupero!

Lascia un commento

avatar