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L’Italia verso l’aviolancio. L’accordo con Aeronautica e Cnr per i piccoli satelliti

Di Luigi Romano
In In Evidenza
18/09/2019
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Il generale Rosso e il professor Inguscio hanno siglato a Roma l’accordo quadro per dare il via allo studio di fattibilità che dovrà dettagliare l’impresa: lanciare satelliti da piattaforma aerea. Con un nuovo modello pubblico-privato, l’obiettivo è aprire al Paese grandi opportunità scientifiche e di business

Piccoli satelliti lanciati da velivoli? L’Italia c’è, con una rinnovata collaborazione pubblico-privata, e pronta a fare il suo ingresso in un segmento dalle grandi opportunità scientifiche e di business. Alla Casa dell’Aviatore, a Roma, ha avuto luogo la firma dell’accordo quadro “per la collaborazione rivolta alla ricerca nel settore tecnologico dei lanciatori di piccoli satelliti innovativi da piattaforma aerea”. A siglare l’intesa, sono stati il generale Alberto Rosso, capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, e il professor Massimo Inguscio, presidente del Cnr. Al progetto partecipano numerosi enti di ricerca, università ed industrie nazionali, tutti insieme “al fine di raggiungere un obiettivo comune e condiviso, in una prospettiva di completa sinergia del Sistema Paese”.

LE DICHIARAZIONI

“Con la firma di oggi si concretizza la volontà di mettere insieme, in una logica inclusiva, le capacità e le competenze nel settore dello spazio e dell’aerospazio a livello nazionale, nell’ambito di un progetto relativo ai lanciatori di satelliti aero-portati”, ha infatti spiegato Rosso. “Per raggiungere risultati importanti è essenziale che le Istituzioni, le industrie, le università ed i centri di ricerca collaborino sinergicamente mettendo a fattor comune conoscenze, risorse e professionalità”, ha rimarcato. Difatti, gli ha fatto eco Inguscio, “le future applicazioni di queste ricerche porteranno innovazioni, nuove conoscenze e benefici nell’attività del telerilevamento nel campo dello studio della chimica dell’atmosfera e della meteorologia, del bilancio energetico del sistema terrestre, nello studio degli ecosistemi, nelle ricerche e controllo del territorio, delle coste e del mare, nel campo delle telecomunicazioni e della Information Technology”.

I PASSI PRECEDENTI

L’accordo era stato già preannunciato dal capo di Stato maggiore dell’Aeronautica in occasione della firma della lettera di intenti tra l’Arma azzurra, il Cnr, La Sapienza, il Cira e la società Sitael, a dicembre dello scorso anno. Era il primo passo verso l’accordo quadro, ora arrivato, per il via allo studio di fattibilità per la realizzazione di un avio-lanciatore finalizzato alla messa in orbita bassa di piccoli, nano e micro satelliti. Successivamente, a febbraio, sono state raccolte le manifestazioni d’interesse, con ben 21 organizzazioni tra enti di ricerca, università e industrie che hanno risposto all’avviso pubblico, firmando ieri l’accordo quadro. Tra queste, ci sono Telespazio, l’Altec di Torino e Kayser Italia (qui la lista completa).

UN NUOVO MODELLODI BUSINESS

“Hanno scommesso sulle rispettive capacità e competenze, investendo risorse proprie per raggiungere un obiettivo comune e condiviso, in una nuova prospettiva di collaborazione sinergica tra aziende produttive, utenti istituzionali e mondo della ricerca”, ha spiegato su Airpress Aniello Violetti, vice capo dell’Ufficio generale per lo Spazio dell’Aeronautica militare. Si tratta, ha aggiunto, “di un modello di business che assomiglia molto a quello statunitense, dove il privato si fa carico del rischio e dei costi associati”. Così, con la firma dell’accordo quadro, “si concretizza l’obiettivo di mettere insieme in una logica inclusiva le nicchie di eccellenza nell’ambito aeronautico, spaziale e tecnologico, costituito non solo dalle grandi, ma soprattutto dalle medie e piccole imprese di cui è ricco il Paese”.

GLI OBIETTIVI…

D’altra parte, lo sviluppo del segmento dell’accesso allo spazio per piccoli satelliti rappresenta un’importante sfida internazionale, per i costi più contenuti e per la loro efficacia nelle diverse applicazioni, che vanno dalle telecomunicazioni, all’osservazione tattica e strategica in real time e con basso revisit time (capacità di persistenza). Lo studio stabilirà costi dell’impresa, peso massimo dei satelliti da portare a bordo e le dimensioni necessarie del razzo che accompagnerà le micro costellazioni in orbita. Dovrebbe durare sei mesi, mentre il primo prototipo potrebbe decollare entro due anni, senza sviluppare un velivolo ad hoc, ma utilizzando un Eurofighter.

…E LE OPPORTUNITÀ

In questo modo, attraverso il settore dell’avio-lancio, l’Italia sarebbe in grado di aprirsi una finestra autonoma (ed economicamente conveniente) oltre l’atmosfera, utile a tutto il sistema-Paese, alle Forze armate, alla Protezione civile e ai vari attori per cui l’utilizzo dello spazio è ormai componente essenziale. Ciò offrirebbe anche allettanti opportunità di business, considerando la rapida espansione del segmento dei mini satelliti nella cosiddetta “New space economy”.

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