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Il Vega tornerà a volare nel 2020

Di Michela Della Maggesa
In In Evidenza
13/09/2019
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Nel primo semestre 2019 Avio ha registrato ricavi per 189 milioni di euro, in crescita (+6%) rispetto al primo semestre dell’esercizio 2018.  L’incremento è principalmente attribuibile alle attività di produzione del lanciatore Vega e alle attività di sviluppo del nuovo vettore spaziale Vega C di prossima generazione.  L’EBITDA Reported, pari a 16,1 milioni di euro, mostra una crescita del 11%, mentre l’EBIT Reported, pari a 8,1 milioni di euro, segna una crescita del 5% rispetto all’esercizio precedente. L’utile netto, pari a 7,1 milioni di euro, mostra una crescita del 14% rispetto al primo semestre 2018, anche grazie ad una minore incidenza degli oneri fiscali.

La posizione finanziaria netta al 30 giugno è pari a +20,4 milioni di euro (+49,1 milioni di euro al 31 dicembre 2018) in linea con le attese. In calo il portafoglio ordini, a 745 milioni di euro (-15%), in attesa della conferenza ministeriale 2019 dell’Esa e della firma dei prossimi batch dei lanciatori Vega C e Ariane 6. Nel terzo trimestre del 2019 è atteso il beneficio di nuovi ordini di produzione principalmente per il nuovo motore P120, per un valore complessivo di circa 80 milioni di euro.

In apertura di CdA l’amministratore delegato di Avio, Giulio Ranzo, ha illustrato ai consiglieri i risultati dell’indagine della Commissione Indipendente d’Inchiesta guidata da ESA e Arianespace, con il supporto di Avio, in relazione all’anomalia che ha portato alla conclusione prematura della missione VV15 nel mese di luglio (prima volta nella storia del lanciatore Vega, dopo 14 lanci consecutivi di successo), che avrebbe dovuto portare in orbita il satellite Falcon Eye 1 per conto degli Emirati Arabi. Il satellite sarebbe stato in grado di scattare immagini della superficie terrestre con una risoluzione di 70 cm a 1 pixel e di coprire un territorio di 20×20 km. Tra le possibili cause del malfunzionamento, la più probabile è collegata ad un’anomalia del comportamento termo-strutturale della calotta superiore del motore di secondo stadio Zefiro23.

La Commissione ha identificato un piano di verifiche dei risultati e un piano di azioni correttive per la risoluzione del problema identificato e, sulla base di tali risultanze, il ritorno al volo di Vega, a seguito della verifica dell’implementazione delle azioni correttive, è previsto per il primo trimestre del 2020. Parallelamente, è stato avviato il processo di valutazione degli eventuali effetti economico-finanziari di breve termine. Intanto, si fa sapere, procedono regolarmente le operazioni di sviluppo, test e qualifica del lanciatore, in vista del volo inaugurale di Vega C, atteso entro il primo semestre 2020. Per quanto riguarda invece Ariane 6, che utilizza i booster P120 prodotti da Avio, Arianespace ha attualmente 8 voli prenotati.

“Anche nel primo semestre del 2019 è proseguito il nostro trend di crescita, in continuità con quanto già realizzato dal Gruppo nel 2018″. Ha detto Giulio Ranzo”. “Nella prima metà dell’anno – ha aggiunto – abbiamo completato con successo i test di qualifica dei nuovi motori P120C e Zefiro40, (rispettivamente primo stadio comune a Vega C e Ariane 6 e secondo stadio del lanciatore europeo Vega C). Questi test rappresentano un passaggio fondamentale per il nuovo Vega C il cui volo di qualifica è previsto nel primo semestre del 2020. Al tempo stesso abbiamo condotto le campagne di prova del modello in scala ridotta della camera di combustione del motore M10 a Ossigeno-Metano per lo stadio superiore del futuro Vega E (a breve il primo test al banco in scala reale della camera di combustione)”.

In relazione all’anomalia del VV15 e le relative azioni correttive ranzo ha dichiarato: “Stiamo lavorando molto intensamente con il supporto di ESA ed Arianespace per risolvere il problema emerso, con l’obiettivo di tornare a volare entro il primo trimestre del 2020 nel rispetto dei requisiti di sicurezza e affidabilità”. “L’anomalia di Vega non modifica i nostri programmi di crescita di medio e lungo termine. Continuiamo a lavorare allo sviluppo di nuove tecnologie e stiamo avviando il progetto SPTF in Sardegna, per i test sui motori criogenici. Nel frattempo, abbiamo completato la configurazione del nuovo SSMS, il dispenser in grado di portare contemporaneamente in orbita numerosi piccoli satelliti per soddisfare le richieste sempre più sofisticate dei Clienti. Rimaniamo quindi focalizzati e confidenti sulle opportunità di creazione di valore per gli azionisti nel lungo termine”.

 

 

 

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