Trovaci su: Twitter

Un’anomalia ferma il lancio del satellite FalconEye1

Di Stefano Pioppi
In SPACE ECONOMY
11/07/2019
0 Commenti

Un’anomalia poco dopo l’ignizione del secondo stadio del vettore ha fermato il lancio del satellite emiratino per l’osservazione della Terra. Si ferma così a quattordici il record di successi consecutivi per Vega, il lanciatore che vantava una striscia positiva sino ad ora ininterrotta dal debutto del 2012. Nella primissima mattina italiana, due minuti dopo il liftoff dalla base di lancio europea di Kourou, in Guyana francese, “un’anomalia” è stata riscontrata nei momenti successivi all’accensione del secondo stadio Zefiro 23, costringendo alla prematura fine della missione.

“UN’ANOMALIA”

Dopo un paio di rinvii a causa del maltempo, il “piccolo” Vega doveva partire alle 23 locali di ieri con l’obiettivo di collocare in orbita il FalconEye1, il satellite degli Emirati Arabi che si sarebbe occupato di osservazione della Terra. L’intero lancio sarebbe dovuto durare meno di un ora, dalla partenza fino al rilascio del payload a un’orbita eliosincrona a circa 611 chilometri dalla superficie terrestre per un peso al lancio di 1,2 tonnellate. Eppure, qualcosa è andato storto all’ignizione del secondo (di tre) stadi. “Le analisi dei dati – fa sapere Arianespace, operatore del lancio – sono in corso per capire le ragioni del fallimento”. L’operato, si legge in una nota, “istituirà una commissione d’inchiesta indipendente nelle prossime ore”.

NUMERI

Per Vega si trattava del secondo lancio dell’anno dopo quello dello scorso marzo, quando in orbita arrivò correttamente Prisma il satellite italiano per l’osservazione del Pianeta mediante avanzata tecnologia in iperspettrale. Per Arianspace, che opera i lanci dalla base di Kourou, era invece la missione numero sette del 2019, considerando anche quelle con i vettori Ariane 5 (il più grande della famiglia europea) e russo Soyuz. La missione VV15 era inoltre la dodicesima per il lanciatore italiano concernente satelliti dedicati all’osservazione della Terra, la prima in assoluto a concludersi senza successo.

IL SATELLITE

Per quanto riguarda FalconEye1, aveva l’obiettivo di monitorare dallo spazio il nostro Pianeta “negli interessi” del committente: il governo degli Emirati Arabi, che aveva affidato la realizzazione del satellite a Airbus Defence and Space, in qualità di prime contractor, e alla joint venture franco-italiana Thales Alenia Space come co-prime. Entro la fine dell’anno è previsto (salvo novità dopo il fallimento di questa notte) il lancio del gemello, in programma sempre con una missione Vega. Tra l’altro, la costellazione era pensata in ottica duale (civile e militare), dotata di capacità ottiche di osservazione e risoluzione elevate, con un sistema di controllo a terra per il monitoraggio, la ricezione dei dati e il loro processamento.

IL RECENTE LANCIO CON ARIANE 5

Solo un paio di settimane fa, il team europeo aveva eseguito da Kourou la 104esima missione dell’Ariane 5, secondo lancio dell’anno per il più corposo lanciatore del Vecchio continente. In quell’occasione, un Ariane 5 aveva condotto in orbita i satelliti T-16 (AT&T, DirecTV) ed Eutelsat 7C destinati a fornite servizi di broadcast TV e telecomunicazione. Anche su questo lanciatore c’è una buona dose di eccellenza italiana, con la Avio di Colleferro che ne realizza i booster laterali a propellente solido e la turbopompa ad ossigeno liquido prodotti in Italia da Avio. Eppure, lo sguardo è già rivolto al futuro.

VERSO I VETTORI DEL FUTURO

È infatti già in fase avanzata lo sviluppo dei lanciatori di nuova generazione, Vega C e Ariane 6, membri della nuova famiglia europea di vettori spaziali per cui si attendono rassicurazioni importanti dalla riunione ministeriale dell’Agenzia spaziale europea (Esa), in programma il prossimo novembre a Siviglia. Come Vega, anche il successore Vega C è progettato, sviluppato e realizzato da Avio negli stabilimenti di Colleferro. Rispetto all’attuale, il prossimo lanciatore consentirà di offrire prestazioni migliori a un prezzo competitivo grazie alle nuove tecnologie implementate anche sui nuovi motori P120 e Zefiro 40. Per quanto riguarda Ariane 6, verrà sviluppato in due versioni: Ariane 62, con due propulsori a propellente solido, e Ariane 64 con quattro propulsori a propellente solido. Il debutto per entrambi è previsto il prossimo anno, con una tabella di marcia che non dovrebbe risentire del fallimento della notte.

Lascia un commento

avatar