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Giuseppe Morsillo è il nuovo presidente del Cira di Capua

Di Stefano Pioppi
In SPACE ECONOMY
04/06/2019
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È Giuseppe Morsillo il nuovo presidente del Centro italiano ricerche aerospaziali (Cira), la società con sede a Capua che dal 1984 si occupa di ricerca e sviluppo tecnologico in campo aeronautico e spaziale. Prende il posto di Paolo Annunziato, il professore della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa che era giunto alla presidenza nel gennaio del 2018, dimessosi poco tempo fa per motivi personali, non prima di aver guadagnato apprezzamenti per la guida del Centro dopo i suoi anni turbolenti. Su designazione del socio di riferimento, l’Agenzia spaziale italiana (Asi), l’assemblea ha nominato Morsillo con voto unanime, riportando così in Italia un manager dalla lunga esperienza all’estero, tra l’Agenzia spaziale europea (Esa) ed Eurospace.

CHI È MORSILLO

Laureato in Ingegneria elettrica al Politecnico di Napoli, Morsillo ha militato per diversi anni nell’universo Finmeccanica, per arrivare nel 2001 all’Agenzia spaziale italiana (Asi) fino a diventarne capo delle Strategie e delle relazioni nazionali e internazionali. È stato inoltre presidente di ELV, la società frutto della cooperazione tra Asi e Avio protagonista del successo del lanciatore made in Italy Vega, e delegato italiano presso il Consiglio dell’Agenzia spaziale europea (Esa).

L’ESPERIENZA EUROPEA

Nel 2005 approda proprio all’Esa, come capo dell’Ufficio politico del direttore generale, per diventare poi direttore per le Politiche e la pianificazione e (nel 2013) direttore per Finance, controlling and Information technology. La sua ultima occupazione lo ha visto come segretario generale di Eurospace, l’associazione delle aziende spaziali del Vecchio continente inquadrata all’interno di ASD. Già la scorsa settimana, la società aveva dato comunicazione dell’interruzione del rapporto con Morsillo (effettiva dal prossimo 7 maggio), ringraziandolo per “il contributo professionale alle attività dell’associazione nei tre anni di servizio”. Così, insieme a Giorgio Saccoccia, arrivato da poco alla presidenza dell’Asi dopo quasi trent’anni in Esa, torna in Italia un altro manager con abbondante esperienza europea.

COSA FA IL CIRA

Con l’Asi quale azionista di maggioranza con il 47% del capitale, il Cira è uno dei punti di riferimento nazionali in campo aerospaziale. Nelle infrastrutture di Capua svolge molteplici attività. Si va dallo studio dei velivoli aeronautici e spaziali, in grado di volare in modo autonomo e a velocità elevatissime, alla messa a punto di sistemi innovativi per ridurre l’impatto ambientale degli aeromobili, aumentare la sicurezza del volo e rendere più efficiente la gestione del traffico aereo. Senza dimenticare poi il contributo allo sviluppo di tecnologie abilitanti per i futuri sistemi di trasporto spaziale, comprese le piattaforme stratosferiche.

LE ATTIVITÀ SULLO SPACE RIDER

Solo per fare un esempio, alla fine dello scorso anno, il Cira ha testato nella sua galleria del vento al plasma “Scirocco”, ISiComp, il nuovo materiale per protezioni termiche tutto italiano, frutto della collaborazione con la bergamasca Petroceramics. La tecnologia ha dimostrato di poter essere riutilizzata per più missioni di rientro dallo spazio, senza necessità di sostituzione. Risultati importanti, visto che ne è previsto l’impiego nell’ambito del programma per il veicolo di rientro reusable dell’Agenzia spaziale europea (Esa), lo “Space Rider”, su cui si attendono novità importanti dalla prossimi ministeriale, in programma a novembre a Siviglia.

TRA COLLABORAZIONI INTERNAZIONALI E PRORA

Nella stessa galleria Scirocco il Cira aveva già testato il velivolo Dream Chaser dell’azienda statunitense Sierra Nevada Corporation, destinato a svolgere la sua prima missione nel 2020 per trasportare rifornimenti sulla Stazione spaziale internazionale (Iss) per conto della Nasa. “Il Cira – raccontava il presidente Annunziato ad Airpress – partecipa ai principali programmi di ricerca europei e internazionali e collabora con le più importanti università e aziende aeronautiche e spaziali, italiane e straniere”. Impiega all’incirca 380 persone e poggia sulle risorse che arrivano dal Programma nazionale di ricerche aerospaziali (Prora), dall’Asi, dalla Regione, dall’industria e “dalle risorse che saremo in grado di conquistarci sul mercato”, aggiungeva l’ormai ex presidente. Una partita importante in un momento di grande fermento per lo spazio nazionale, forte della nuova governance che assicura maggior coordinamento tra i vari dicasteri coinvolti. Ora la palla passerà a Morsillo, che ha ringraziato l’assemblea dei soci e presentato un prima tabella di marcia.

LA TABELLA DI MARCIA

L’obiettivo, ha spiegato il neo presidente, è sviluppare e consolidare ulteriormente il posizionamento internazionale del Centro, oltre a valorizzarne il ruolo a livello locale e nazionale quale asset fondamentale per la filiera aerospaziale nazionale, focalizzato sulle priorità di ricerca oggi chiaramente enunciate dal nuovo sistema di governance. Il Cira, ha aggiunto Morsillo, dovrà operare sempre più in sinergia con tutti i principali attori del settore attraverso una programmazione pluriennale che guardi allo spazio, all’aeronautica e anche alle componenti trasversali, non ultime quelle a supporto della difesa. Infine, l’auspicio di una gestione efficace e orientata al risultato, in cui la dotazione del Prora possa avere un effetto moltiplicatore attraendo capitali privati e consentendo al Centro di partecipare con successo ai programmi di ricerca europei e di inserirsi in circuiti che possano assicurare un uso sistematico degli impianti.

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