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Sahel, PESCO e Cooperazione Nato-Ue. L’agenda di Bruxelles

Di Airpress online
In In Evidenza
16/05/2019
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Sahel, Cooperazione strutturata permanente (PESCO), cooperazione Nato–Unione Europea. Questi i temi al centro della riunione dei ministri degli Esteri e della Difesa dell’Unione europea, che si è svolta ieri a Bruxelles. A Bruxelles il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, ha inoltre firmato l’accordo di programma multilaterale in ambito EDA (European Defence Agency) per l’ottimizzazione delle procedure di autorizzazione di movimento transfrontaliero in Europa, nel quadro dell’Action Plan on Military Mobility.

La prima parte della riunione – fa sapere la Difesa – era incentrata sul Sahel, e in particolare sulla Forza Congiunta dei Paesi del G5 Sahel (Mauritania, Mali, Niger, Ciad e Burkina Faso). L’Italia riconosce l’assoluta rilevanza della “G5 Sahel Joint Force” come un importante passo verso la stabilizzazione della regione, attualmente caratterizzata da una serie di minacce transnazionali che non possono essere affrontate da un singolo Stato.

“L’Italia è più forte di prima nell’area mediterranea e assume un ruolo chiave nelle regioni africane maggiormente impegnate nella gestione dei flussi migratori”. “Le crisi – ha detto Trenta – vanno gestite attraverso il rafforzamento delle politiche interne dei singoli Paesi africani ai quali deve arrivare il supporto dell’intera Comunità europea, senza ingerenze e senza soluzioni individuali”.

In quest’ottica si inserisce il progetto per la creazione, nella base militare italiana di Gibuti, di un “Hub per la Formazione”, dedicato al personale militare e civile dell’apparato statale con il coinvolgimento ed il contributo di tutte le organizzazioni presenti e dell’Università. Progetto del quale il ministro Trenta ha parlato con le Autorità locali durante la sua ultima visita a Gibuti, in Somalia ed Etiopia.

Riguardo invece alla cooperazione Nato – Ue, in un quadro caratterizzato da minacce ibride, il ministro Trenta ha sottolineato l’esigenza di una azione volta ad incrementare la flessibilità dello strumento militare e la sua integrazione con la componete civile. “In tale quadro – ha detto – l’Italia sta promuovendo il concetto di duplice uso sistemico, inteso come approccio preventivo volto a ottenere uno strumento militare che sia capace di meglio integrarsi con la componente civile, per compiti sia militari sia non militari”.

Sul tema della Cooperazione strutturata permanente, il cui primo ciclo di progetti si è concluso con successo, in relazione alla partecipazione di Stati Terzi ai progetti PESCO, l’Italia continua a sostenere il principio di piena apertura a quanti vogliano aderire ai progetti con il vincolo dell’approvazione politica da parte del Consiglio. Per l’Italia è assolutamente fondamentale mantenere e rinvigorire il solido link transatlantico, al fine di evitare duplicazioni nell’ambito dello sviluppo e della ricerca su nuove tecnologie. È stato sottolineato, inoltre, come si debba proseguire con vigore nell’adempimento degli impegni vincolanti e nell’implementazione dei progetti sino ad ora approvati.

Infine, il ministro Trenta ha partecipato alla riunione del Comitato Direttivo della European Defence Agency (EDA) – presieduto dall’Alto Rappresentante per la Politica estera e di sicurezza Ue/Capo dell’EDA, Federica Mogherini – nel corso della quale è stata evidenziata l’esigenza di ampliare ulteriormente il ruolo dell’Agenzia in relazione ai compiti che le verranno affidati in futuro.

 

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