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“Finanziamenti ulteriori dalla nuova governance dello spazio”, l’auspicio di Saccoccia (Asi)

Di Michela Della Maggesa
In SPACE ECONOMY
14/05/2019
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Ha preso il via a Milano il Living Planet Symposium, la più grande conferenza mondiale sull’osservazione della Terra dallo spazio, organizzata dall’Agenzia spaziale europea in collaborazione con l’Agenzia spaziale italiana e il contributo di alcuni dei principali player del settore, tra cui Leonardo. Fino a venerdì, oltre 4mila scienziati, tecnici e ricercatori provenienti da tutto il mondo discuteranno dello stato di salute del pianeta e di “sfide globali”,  a cominciare dalla lotta al cambiamento climatico.

“Ognuna di queste sfide è importante – ha detto il direttore dell’Esa, Jan Woerner in apertura dei lavori-. Il cambiamento climatico, ma anche l’immigrazione, la mobilità, le comunicazioni, l’energia, la riduzione delle risorse, lo sviluppo demografico, le catastrofi”. L’evento ha lo scopo principale di mostrare come le missioni di osservazione della Terra possano aiutarci nell’intraprendere queste sfide, ad esempio nella prevenzione delle catastrofi naturali, nei compiti di protezione civile o anche per l’agricoltura. A questo scopo tre nuove missioni dell’Agenzia spaziale europea saranno lanciate entro il 2023: Biomass, che misurerà la biomassa delle foreste, Flex per la fotosintesi e EarthCare, per studiare i cambiamenti climatici misurando la radiazione solare in atmosfera.

“Oggi abbiamo creato un sistema di osservazione della Terra che è il migliore in assoluto – ha detto Josef Aschbacher, direttore dell’Esrin e dei programmi di osservazione della Terra dell’Esa -.  Un sistema di tutta l’Europa, compresa l’Italia con CosmoSkymed e Prisma. Abbiamo un sistema molto valido che dobbiamo mantenere affinché nei prossimi 10 anni si mantenga un sistema capace di fare tutte le osservazioni”. Al simposio  verranno presentati i dati più aggiornati relativi al monitoraggio satellitare delle foreste, all’innalzamento dei mari, al buco dell’ozono o allo scioglimento dei ghiacci nell’Artico, ottenuti grazie a missioni come Prisma e Cosmo SkyMed dell’Asi, Copernicus e Aeolus dell’Esa, quest’ultima dedicata allo studio dei venti nella parte alta dell’atmosfera.

La conferenza rappresenta anche l’occasione per fare il punto sulla space economy, sulla possibilità di business per le imprese del settore aerospaziale in cui il made in Italy riveste un ruolo predominante. L’Italia – fa sapere Asi -, che da poco ha una nuova governance in materia di spazio, punta a crescere ancora nel settore dell’osservazione della Terra. “L’Italia – ha detto Giorgio Saccoccia, neopresidente dell’Agenzia spaziale italiana – ha una lunga esperienza nell’osservazione della Terra. Abbiamo una serie di prodotti innovativi che dobbiamo mandare avanti: l’ultimo in ordine di tempo è Prisma, lanciato lo scorso 22 marzo, dotato di tecnologie innovative nel campo iperspettrale. Tutta la sua esperienza potrà essere trasferita sulle prossime Sentinelle del programma europeo Copernicus”.

Per quanto riguarda invece il programma satellitare radar italiano CosmoSkyMed, Saccoccia ha detto che “dobbiamo continuare il percorso iniziato: prossimamente lanceremo due nuovi satelliti, il primo entro l’anno, poi miglioreremo la risoluzione sotto il metro e potremo fare diversi tipi di osservazione”. Il contributo dell’Italia alle iniziative europee “dovrà essere mantenuto e possibilmente aumentato, dipenderà dalle risorse”, afferma Saccoccia. “Il nostro Paese ha bisogno dell’osservazione della Terra in tutti i campi di applicazione: dalle situazioni di crisi al monitoraggio delle difficoltà ambientali. Oggi l’Asi investe oltre un quarto del suo budget nell’osservazione della Terra, ma la nuova governance dello spazio italiano, che mette insieme fino a 12 ministeri interessati dalle applicazioni spaziali, in futuro ci potrà dare la possibilità di avere potenzialmente accesso a finanziamenti finora preclusi o non ancora considerati”, Intanto, conclude, “dobbiamo continuare a sostenere le iniziative sul versante dei servizi: abbiamo già un set di piccole e grandi industrie attive nel settore. Il futuro della data economy è appena cominciato”.

 

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