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Il ministro Trenta in Albania: i Balcani sono fondamentali per la sicurezza europea

Di Luigi Romano
In In Evidenza
29/03/2019
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“L’ingresso dell’Albania nell’Alleanza ha segnato un punto di svolta epocale ed un evento altamente simbolico non solo per il vostro Paese e la Nato, ma anche per l’Italia stessa”. Con queste parole il ministro della Difesa Elisabetta Trenta ha salutato i festeggiamenti a Tirana per il decimo anniversario dell’ingresso del Paese nella Nato, intervenendo alla cerimonia. “L’Albania, oltre ad essere stato uno dei primi Paesi del sud est europeo a presentare la propria candidatura alla Nato – ha aggiunto la titolare di palazzo Baracchini – è divenuta rapidamente un produttore di sicurezza ed elemento stabilizzatore anche al di fuori dei propri confini con la partecipazione a svariate missioni di pace, tra le quali Resolute Support e Kfor in particolare”.

Accolta dall’ambasciatore d’Italia in Albania Alberto Cutillo e accompagnata dal sottocapo di Stato maggiore della Difesa Francesco Luigi De Leverano, la Trenta ha preso parte alla conferenza “L’Albania, 10 anni nella Nato – Un contributo per la stabilità regionale” e poi alle celebrazioni solenni svolte in piazza Madre Teresa alla presenza del primo ministro Edi Rama, dell’omologa Olta Xhaçka e del capo di Stato maggiore della Difesa albanese Bardhyl Kollcaku. Durante il suo intervento, spiega il dicastero, il ministro ha sottolineato l’importanza strategica che l’Albania riveste per la stabilità nella zona dei Balcani e ha citato il prezioso contributo che il nostro Paese ha fornito per la ricostruzione delle Forze armate albanesi, processo che ha favorito il successivo ingresso nella Nato nel 2009. In Albania, tra l’altro,  la Nato ha deciso di realizzar la sua prima base aerea nei Balcani occidentali, che servirà per le attività dell’Alleanza nel quadrante sud-orientale dell’Europa.

“La sicurezza dei Balcani occidentali – ha spiegato – è cruciale per la sicurezza europea ed euro-atlantica: quello che succede qui riguarda tutti noi”. La regione balcanica “ha già fatto grandi passi avanti nel superare la difficile eredità del passato. Allo stesso tempo ci troviamo di fronte a sfide comuni come il terrorismo, il radicalismo, l’immigrazione clandestina, solo per citare le più evidenti”. Da qui, ha aggiunto la Trenta l’importanza che Nato e Unione Europea rivestono “per continuare a incoraggiare e sostenere i processi di riforma, laddove sono ancora in corso”. E infatti,  “sebbene l’Alleanza stia attualmente affrontando molteplici sfide, non può permettersi di tenere i Balcani occidentali lontani dal suo radar. I Balcani occidentali rivestono un’importanza particolare per l’Europa e per la sicurezza euro-atlantica”.

“In questa regione posso affermare chiaramente che sia gli sforzi della Nato che quelli bilaterali sono stati cruciali per la sicurezza internazionale dei Balcani occidentali. Oggi, mentre la Kfor è l’unica missione militare della Nato ancora attiva nella regione, allo stesso tempo l’Alleanza atlantica ha sede a Sarajevo e uffici di collegamento militari a Belgrado e Skopje per sostenere le riforme della difesa, favorire il dialogo e facilitare la partecipazione ai programmi della PfP (Partnership for Peace)”.

Il ministro ha inoltre assicurato la volontà del nostro Paese di rafforzare la cooperazione bilaterale al fine di sostenere l’eccellente livello di partnership che le due nazioni hanno raggiunto: “Dal vostro ingresso nella Nato avete dimostrato di essere un alleato fedele responsabile e affidabile nel condividere i valori di pace e sicurezza, pilastri dell’alleanza atlantica”.

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