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Marzo 2019

Di Flavia Giacobbe
In Editoriali
11/03/2019
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Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha presieduto, al Palazzo del Quirinale, la riunione del Consiglio Supremo di Difesa. Il Consiglio ha fatto il punto della situazione sulle principali aree di crisi. La stabilità della Libia continua a costituire una priorità per l’Italia e per l’Europa. È necessario fare ogni sforzo per perseguire, assieme agli attori locali e agli alleati, un processo di normalizzazione che sia collegiale ed inclusivo, attuato nell’alveo delle Nazioni Unite.

La situazione del teatro siro-iracheno, malgrado la sconfitta del terrorismo sul territorio, resta precaria anche in relazione all’incertezza dei possibili sviluppi nell’area, determinati dai contrastanti interessi dei principali attori regionali. Gli aspetti umanitari, dovuti ad un eventuale innalzamento del livello di tensione, devono essere oggetto di costante attenzione da parte della Comunità internazionale.

In Afghanistan è necessario seguire attentamente l’evolversi della situazione, con particolare riguardo agli sviluppi strategici e ai tentativi di dialogo tra i soggetti interessati. Il Consiglio ha ribadito che qualunque decisione nazionale deve essere assunta in pieno coordinamento con gli alleati e con il governo afghano, garantendo comunque la sicurezza degli assetti impiegati in quel teatro e i risultati finora conseguiti. Il terrorismo transnazionale continua a costituire una minaccia, sebbene abbia progressivamente perso la sua dimensione territoriale. La trasformazione e l’adattamento delle forme di lotta impongono di mantenere alta l’attenzione e di aggiornare costantemente gli strumenti di contrasto.

Il Consiglio ha analizzato i possibili sviluppi di natura strategico-militare in ambito Alleanza atlantica e Unione europea e le discendenti implicazioni per il nostro Paese. Le due organizzazioni, garanzia di pace e stabilità, restano il costante riferimento dell’Italia che deve continuare a contribuire ad esse in maniera convinta ed efficace. Le criticità e le incertezze dello scenario internazionale impongono di disporre di uno strumento militare moderno, efficace e pienamente integrato nella dimensione europea e transatlantica.

Il Consiglio ha approfondito lo stato del processo di riforma e modernizzazione dello Strumento militare nazionale e ha sottolineato il carattere di continuità, anche finanziaria, che deve necessariamente caratterizzare i programmi di ammodernamento che si sviluppano su orizzonti temporali particolarmente lunghi. Le limitate disponibilità finanziarie impongono di procedere, con celerità e determinazione, nel processo di razionalizzazione delle Forze armate, concentrando le risorse sulle capacità realmente necessarie per l’assolvimento dei compiti primari per garantire la sicurezza del Paese.

Senza troppi giri di parole, questo mese abbiamo scelto di pubblicare la nota della riunione del Consiglio supremo di Difesa perché riteniamo che sia più efficace di qualsiasi corsivo. Come spesso abbiamo scritto su Airpress con un gioco di parole “non si gioca con la difesa” e il comunicato di Mattarella ne è la prova. Il presidente della Repubblica ha voluto ricordarci che non è più tempo per giochi politici sulla pelle dell’Italia. E non c’è nulla di meglio di questo testo per esprimere quale dovrebbe essere la postura dignitosa del nostro Paese

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