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Con Di Maio e Conte, Leonardo chiama a raccolta il comparto delle aerostrutture

Di Stefano Pioppi
In In Evidenza
18/02/2019
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Un nuovo hub promosso da Leonardo per riunire le eccellenze del settore delle aerostrutture, 130 milioni di euro per portare l’Intelligenza artificiale negli stabilimenti di Nola e Pomigliano e lo sblocco di “oltre 1 miliardo di euro per l’industria aeronautica”. Sono i tre annunci targati Luigi Di Maio e Giuseppe Conte (che non sono apparsi preoccupati dal voto per il processo a Matteo Salvini, oggi in corso sulla piattaforma Rousseau) arrivati dalla visita al sito campano dell’azienda guidata da Alessandro Profumo e presieduta da Gianni De Gennaro. Con loro, anche il sottosegretario alla Difesa in quota Lega Raffaele Volpi. La One Company di piazza Monte Grappa ha colto “la sfida”, decidendo di rilanciare la divisione che in passato aveva registrato qualche difficoltà.

LE PAROLE DI CONTE…

La promessa del premier è “una grande attenzione da parte del governo per la sfida di Leonardo”, che ha deciso di lanciare il nuovo hub per l’innovazione tecnologica della divisione Aerostrutture. Con la partecipazione dell’Università Federico II di Napoli, l’AeroTech Campus ospiterà a Pomigliano studenti, ricercatori e sviluppatori impegnati in “tecnologie di frontiera” da applicare in questo particolare segmento, le cui prospettive di crescita sono legate al trend positivo di aumento del traffico aereo globale. Si tratta di “un progetto particolarmente stimolante – ha aggiunto Conte – in cui entra in gioco l’integrazione tra università, ricerca e sistema industriale”.

…E QUELLE DI DI MAIO

“Questa sfida vede il pieno sostegno del governo”, ha aggiunto Luigi Di Maio, tornato “a casa” e in visita agli stabilimenti che aveva già percorso lo scorso giugno. Con AeroTech Campus, ha rimarcato il vice premier, “si sta dicendo che entro l’estate di quest’anno ci saranno duemila metri quadrati (quattromila quando sarà ristrutturata l’area mensa) dedicati alle giovani idee innovative nel settore aeronautico; esse – ha spiegato ancora – avranno a loro disposizione l’Università, i ricercatori e gli ingegneri di Leonardo”. Saranno attività legate all’aeronautica ma con prospettive di replicazione in altri segmenti. “Quando si sviluppano tecnologie in questo settore, si va anche oltre”. D’altra parte, ha aggiunto Di Maio, “un euro investito in questi stabilimenti vale decine di euro per i commercianti, i professionisti e le altre attività produttive di tutto il territorio”. Perciò il governo ci crede, tanto più in un settore strategico come quello dell’aerospazio, un comparto “per cui senza investimenti pubblici non ci possono essere upgrade di processi produttivi”.

L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE ARRIVA IN FABBRICA

E infatti, oltre al Campus, è stata annunciata la re-ingengnerizzazione dei processi produttivi di Nola e Pomigliano, con 130 milioni di euro che saranno coperti da Leonardo, dal Mise e dalla Regione Campania, con percentuali ancora da definire. L’obiettivo, ha spiegato il capo della divisione Aerostrutture Giancarlo Schisano, “è chiudere l’investimento entro gennaio 2022, e avere quindi linee nuove e funzionanti nel giro di due anni e mezzo”. Secondo Conte, vuol dire “rinnovare le linee produttive secondo le caratteristiche e gli standard dell’Industria 4.0, con un utilizzo sempre più accentuato di robotica, realtà aumentata e interconnessione di oggetti”. Per Di Maio (che da “figlio di questa terra” si è detto “orgoglioso) con i 130 milioni “facciamo una cosa semplice ma innovativa: portiamo sulle linee di produzione l’intelligenza artificiale”. D’altra parte, ha aggiunto il numero uno del Mise, “non per colpa di Leonardo, alcuni processi produttivi sono fermi agli anni 80 per mancati investimenti; ora introduciamo tecnologie che consentono la progettazione 3D e oltre; ciò migliorerà i tempi e la qualità, se ce ne fosse bisogno”.

IL RUOLO DI LEONARDO

Con queste novità, ha notato l’ad Profumo, “Leonardo si candida a giocare un ruolo cruciale per il rilancio competitivo del sistema-Italia attraverso un piano di investimenti che necessariamente passa da un patto con le istituzioni”. L’obiettivo, ha ammesso il manager, “è invertire la rotta e rendere i nostri impianti produttivi un’eccellenza del settore manifatturiero”. Con 1 miliardo di fatturato e 4.500 persone, ha spiegato l’ad, “la divisione Aerostrutture è stata l’anello debole della catena del mondo Leonardo”, che ha “perso soldi e assorbito un po’ di cassa”. Proprio per questo, “abbiamo deciso che fosse un dovere rilanciarla”, sia attraverso il Campus, sia con la modernizzazione dei processi produttivi. Per il primo punto, l’azienda vuole “creare aziende in questo settore e mantenersi alla frontiera delle capacità produttive”, potendo già contare su ingenti investimenti in ricerca e sviluppo (1,5 miliardi di euro nel 2017). Con il nuovo hub campano, “vogliamo parzialmente esternalizzare ricerca e sviluppo e fare in modo che nascano imprese di cui poi, magari, potremmo anche avere quote di capitale e che comunque saranno capaci di generare a loro volta sviluppo”.

UN MILIARDO PER IL COMPARTO AERONAUTICO

Poi, il terzo annuncio di Di Maio, con tanto di firma del decreto ministeriale da 13 articoli: “lo sblocco di oltre 1 miliardo di euro, nell’ambito della legge 808 del 1985, di investimenti per l’industria aeronautica”. In questo modo, ha aggiunto il vice premier, “parte il bando” con l’obiettivo di “sostenere” il comparto industriale: “Quale miglior luogo di questo stabilimento per firmare lo sblocco?”, si è chiesto Di Maio. Una notizia accolta anche dal management di Leonardo. “Avrà un impatto anche per noi, che da sempre utilizziamo la legge 808 in modo abbastanza consistente per i nuovi programmi e i nuovi prodotti”.

LA SPONDA CINESE

Intanto, Pomigliano si prepara a essere protagonista anche della nuova sfida cinese di Leonardo. Lo scorso ottobre, l’azienda italiana ha siglato un accordo con il gruppo Kangde Investment al fine di creare una joint venture che svilupperà e realizzerà componenti in materiale composito nel nuovo velivolo a lungo raggio CR929 di Comac. Entro fine aprile, ha spiegato Schisano, verrà presentata l’offerta. “Nel caso dovessimo vincere questa gara, cosa che ci auguriamo accada, cominceremo a costruire uno stabilimento in Cina ed entro 2025 dovremmo consegnare il primo prototipo di fusoliera”, ha rimarcato il numero uno della divisione Aerostrutture. Per Pomigliano, la quota di lavoro prevista è del “15%”, con un effetto sul conto economico “che arriverebbe dal 2026”. Nel frattempo però, le attività di ingegneria hanno già prodotto ricavi alla divisione per 10 milioni quest’anno e il prossimo. Non sembra invece generare apprensione il recente annuncio di Airbus sul precoce pensionamento dal 2021 del super jet A380, a cui lavora il sito di Nola. “Ci sarà un contraccolpo minimo – ha detto concludendo Schisano – ma nessun problema per chi lavora attualmente sul programma”, visto che “abbiamo in animo di prendere nuovi pacchetti sia da Boeing, sia da Airbus”.

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