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Rinvii “a raffica” nello spazio. Solo Electron riesce a lanciare i suoi cubesat

Di Michela Della Maggesa
In SPACE ECONOMY
19/12/2018
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Quella di ieri, che era già stata definita una giornata storica per numero di lanci di satelliti nello spazio, è stata caratterizzata da una serie di rinvii, che potrebbero far slittare ad oggi la maggioranza dei voli in programma da parte dei maggiori provider di servizi di lancio. A cominciare da Arianespace che, per le avverse condizioni meteo di ieri, ha riprogrammato per oggi il volo del lanciatore medio Soyuz dal centro spaziale di Kourou. L’undicesima e ultima missione del 2018 di Arianespace servirà a lanciare il satellite duale per l’osservazione della terra CSO-1, che sarà immesso in orbita sun-sincrona per conto dell’agenzia spaziale francese Cnes e del ministero della Difesa, tramite la DGA (Direction générale de l’armement). Il volo sarà il 20° effettuato con un Soyuz dal 2011, anno di  inizio delle operazioni del lanciatore medio della famiglia ESA dalla Guiana francese.

Riprogrammato per oggi per oggi, 19 dicembre, anche il lancio del primo Global Positioning System III space vehicle (SV) dell’aeronautica USA con un Falcon 9 della Space X. Il satellite sarà immesso in orbita media circa un’ora e 56 minuti dal decollo. A causa dei requisiti di missione, non è previsto in questo caso il recupero del primo stadio del lanciatore dopo il lancio. Il GPS III aumenterà la costellazione attuale composta da 31 satelliti anche da un punto di vista di prestazioni, tre volte superiori, per navigazione, posizionamento e raccolta informazioni e migliorerà di otto volte le capacità antijamming. Nel 2016 SpaceX si era aggiudicata un contratto dalla Difesa per la prima missione: GPS III SV01. Attualmente la società ha contrattualizzato altre quattro missioni GPS III.

Rinvio, a causa di un problema alla rampa di lancio, anche per Blue Origin, che ieri avrebbe dovuto effettuare il suo lancio dal Texas alle 8:30 (le 15:30 in Italia) con un lanciatore New Shepard. La missione prevede di portare in orbita alcuni carichi sperimentali di diversi centri di ricerca, nell’ambito del programma Flight Opportunities della Nasa, che consente ai ricercatori di inviare strumentazione da testare in condizioni di microgravità con diversi provider. Per Blue Origin sarà la decima missione del New Shepard, idoneo a svolgere voli parabolici. Bezos ha in mente sia di trasportare turisti, sia di costruire un nuovo razzo pesante.

Non è andata meglio a United Launch Alliance (ULA), che per forte vento a terra ha dovuto rinviare a oggi il lancio del suo Delta IV Heavy. Il lanciatore carica il payload NROL-71 per il National Reconnaissance Office. Il razzo pesante partirà (le probabilità di “go” sono date all’80%) dal complesso di lancio 6 della base californiana di Vandenberg.

Missione compiuta invece per Electron, il lanciatore della neozelandese Rocket Lab che lo scorso 16 dicembre ha effettuato il primo lancio per la Nasa con a bordo 13 satelliti cubesat, realizzati da studenti statunitensi. Il razzo è partito dal complesso di lancio della penisola di Mahia (Nuova Zelanda). “Tutti il carico è stato posizionato! missione perfetta”. Ha twittato un entusiasta Peter Beck, ceo Rocket Lab, dopo che tutti i satelliti sono stati rilasciati nominalmente. Questo volo, ELaNA 19, acquistato dalla Nasa nell’ambito del programma nazionale dedicato ai servizi di lancio per cubesat e altri piccoli satelliti, ospitava tre satelliti costruiti dall’Agenzia aerospaziale, sei da diverse università americane e uno da una scuola pubblica dell’Idaho.

 

 

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