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A un passo dal turismo spaziale. Record per lo spazioplano di Virgin Galactic

Di Stefano Pioppi
In SPACE ECONOMY
14/12/2018
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“Oggi, per la prima volta nella storia, un veicolo spaziale con equipaggio, costruito per trasportare privati passeggeri, ha raggiunto lo spazio”. Così il magnate britannico Richard Branson ha salutato il quarto test dello SpaceShipTwo della sua Virgin Galactic, condito dal nuovo record: raggiunta la quota degli 80 chilometri. La notizia interessa da vicino anche il nostro Paese, che in tema di turismo spaziale e volo suborbitale sta mettendo in piedi uno sforzo sistemico e ben organizzato, che coinvolge ministeri, centri di ricerca e aziende private. Proprio a bordo dello SpaceShipTwo, presumibilmente nel 2019, potranno volare infatti esperimenti e attività di ricerca italiani, grazie all’accordo siglato dall’Agenzia spaziale italiana (Asi) con la società americana.

IL NUOVO TEST

Secondo la Federal aviation administration (Faa), lo spazio inizia a 80 chilometri di altitudine. Oltre quella quota (fino a 83 Km) è arrivato lo SpaceShipTwo, trasportato fino a 13 chilometri dall’areo cargo WhitKnightTwo, a sua vola partito dal deserto del Mojave. Con i due piloti veterani ai comandi, Mark Stucky e C.J. Sturckow, il veicolo spaziale ha accesso il suo unico razzo per 60 secondi, raggiungendo la velocità di Mach 2,9, superiore a quella registrata nell’ultimo test di luglio. A bordo, c’erano anche degli esperimenti della Nasa, interessata – come tutto lo Spazio internazionale – allo sviluppo del volo suborbitale. Poter uscire dall’atmosfera e rientrarvi a piacimento è utile per la scienza (che può approfittare di situazioni di microgravità), per il trasporto (con l’ambizione un giorno di poter volare in poche ore da una sponda dell’Atlantico all’altra), per l’accesso allo spazio (con l’idea di poter mettere payload nelle basse orbite a costi contenuti) o anche solo per l’ebrezza di facoltosi turisti, pronti a spendere 250mila dollari (ci sono già centinaia di prenotazioni).

IL RITORNO DEGLI USA NEL TRASPORTO SPAZIALE

Lo scorso aprile, lo SpaceShipTwo “VSS Unity” aveva eseguito il primo volo con accensione del razzo dopo l’incidente del 31 ottobre 2014, lo stesso che aveva bloccato i test. Poi, nel giro di quattro mesi sono arrivati altri due test, raggiungendo quote sempre maggiori fino al più recente superamento della soglia di 80 chilometri. Un successo a tutti gli effetti, nonostante i ritardi del programma rispetto alle previsioni iniziali (nel 2004 si annunciava il primo volo spaziale dieci anno dopo). Era dalla dismissione dello Space Shuttle, nel 2011, che un velivolo americano con equipaggio non raggiungeva lo spazio. “È stato davvero incredibile”, ha detto il pilota Stucky dopo il volo. “Uscire veramente là fuori, spegnere il motore, andare e vedere il cielo diventare buio è stato fantastico; tutto ha funzionato alla grande”.

L’INTERESSE ITALIANO

A tutto questo è particolarmente interessato il nostro Paese, che pochi giorni fa ha visto la firma di una lettera d’intenti (tra Aeronautica militare, Cira, Cnr, La Sapienza e la società Sitael) per avviare, dopo una fase di inclusione aperta ad altri attori, uno studio di fattibilità sull’avio-lancio. In breve, si cercherà di capire quali caratteristiche e quali costi potrebbe avere un vettore spaziale chiamato a partire dall’ala di un caccia Eurofighter, con l’obiettivo di condurre nelle basse orbite piccoli, mini e micro satelliti.

GLI ALTRI ACCORDI

Tale intesa è però solo l’ultima in ordine di tempo. Lo scorso marzo, l’Aeronautica militare aveva siglato un accordo con l’Asi per la collaborazione nelle attività dedicate al volo suborbitale e alla medicina aerospaziale. Una sinergia che comprende anche l’Enac, i ministeri e l’industria italiana del settore. A luglio, Sitael ha siglato due accordi nello stesso ambito: uno con Virgin Orbit per le attività di lancio di propri satelliti; e uno con Virgin Galactic e Altec (la società dell’Asi e di Thales Alenia Space) per realizzare lo spazioplano che volerà dall’aeroporto pugliese di Grottaglie, già individuato dalle istituzioni competenti come il primo spazioporto nazionale. Alle due intese, si aggiungeva il secondo Memorandum siglato dall’Asi con Virgin Galactic e finalizzato a estendere la cooperazione già sancita a dicembre del 2017. Un legame poi ribadito a Washington ad ottobre, quando Sitael e Virgin Orbit e Galactic hanno siglato una nuova intesa, sempre riferita alle opportunità dello spazioporto di Taranto-Grottaglie.

(Foto: VirginGalactic via Twitter)

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