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Vega fa 13. Nuovo successo per il lanciatore di Avio

Di Luigi Romano
In SPACE ECONOMY
21/11/2018
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Nuovo record per Vega, il lanciatore made in Italy realizzato da Avio, l’azienda di Colleferro guidata da Giulio Ranzo. Nella notte italiana, dalla base spaziale di Kourou, in Guiana francese, il vettore è partito alla volta dell’orbita terrestre, segnando il suo tredicesimo successo consecutivo. Questa volta la missione riguardava il trasporto di Mohammed VI – B, un satellite per l’osservazione terrestre, costruito da Thales Alenia Space (joint venture franco-italiana) e Airbus per il Regno del Marocco.

LE PAROLE DI RANZO

“Grazie al grande impegno della squadra Avio, Vega continua a volare con successo”, ha detto l’ad Ranzo. Eppure, lo sguardo è già rivolto alle prossime missioni. “Dopo i contratti siglati negli ultimi mesi, Arianespace (che commercializza il vettore italiano, ndr) ha conquistato un nuovo cliente per Vega: l’azienda canadese GHGSat che, nel 2019, lancerà il satellite GHGSat-C1 per misurare i gas serra”, ha aggiunto il manager. “Questo satellite farà parte dell’aggregato di più 20 SmallSats della missione SSMS PoC Flight di metà 2019, che dimostrerà la capacità di Vega di eseguire una rideshare mission per portare in orbita, contemporaneamente, decine di satelliti di piccole dimensioni”.

IL GIOIELLO MADE IN ITALY

Progettato, sviluppato e realizzato da Avio nello stabilimento di Colleferro, alle porte di Roma, Vega è in grado di collocare in orbita satelliti di massa fino a 1.500 kg. Dalla sua entrata in servizio nel 2012 ha compiuto 13 lanci, tutti coronati da successo. Nel 2019, la famiglia Vega si arricchirà di una nuova versione più performante denominata Vega C e, dal 2024 dal Vega E (Evolution). A questo proposito, la scorsa settimana, negli impianti produttivi di Avio, a Colleferro è stato testato con successo il prototipo del M10, nuovo motore a ossigeno liquido e metano dello stadio superiore, sviluppato da Avio nel contesto del programma Vega E promosso dall’Agenzia spaziale europea (Esa).

IL SATELLITE MAROCCHINO

Intanto, è arrivato in orbita il prezioso payload dell’ultima missione: il satellite Mohammed VI – B. Sarà utilizzato per attività di mappatura e ricognizione territoriale, per l’assistenza allo sviluppo regionale, per la prevenzione e gestione dei disastri naturali e per il monitoraggio dei cambiamenti ambientali e della desertificazione. Insieme al satellite gemello, Mohammed VI – A, lanciato sempre con Vega a novembre 2017, assicurerà anche la sorveglianza dei confini e delle coste.

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