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Thales Alenia Space, contratto con l’Esa per la fase operativa di Galileo

Di Luigi Romano
In SPACE ECONOMY
18/10/2018
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Vale 324 milioni di euro il contratto che la joint venture spaziale franco-italiana si è aggiudicata nell’ambito di Galileo, il programma europeo per la navigazione satellitare. Le attività riguardano le infrastrutture di terra e di sicurezza (compresa la cyber-security) e dureranno fino al 2020. Saranno coinvolte anche le aziende di riferimento, la francese Thales e l’italiana Leonardo, sulla scia del contributo già dato alla fase precedente di un sistema operativo dal 2016 con l’obiettivo di rendere l’Europa autonoma nel settore, sempre più imprescindibile per un numero crescente di applicazioni, della navigazione satellitare.

LE PAROLE DEL CEO

“In continuità con la fase precedente, l’Esa, insieme all’agenzia Gsa e alla Commissione europea, potranno contare sulla capacità di Thales Alenia Space di far fronte alle sfide presenti e future”, ha detto il ceo della joint venture Jean Loïc Galle. “Non abbiamo rilevato alcun ritardo nella fase precedente – ha aggiunto – e, insieme ai nostri partner, ci impegniamo a mantenere lo stesso livello di qualità per i nostri contributi. Saranno i cittadini europei e tutti gli utenti Galileo, infine, a beneficiare di queste infrastrutture rimodernate e dei servizi avanzati che offriranno”.

IL CONTRATTO

Thales Alenia Space (67% Thales e 33% Leonardo) ha siglato il contratto con l’Agenzia spaziale europea (Esa), che agisce per conto della Commissione europea e l’Agenzia europea Gnss (Gsa, impegnata nel sistema di navigazione satellitare globale). L’accordo riguarda lo sviluppo e il dispiegamento della prossima versione del segmento di terra della missione Galileo (Gms) e l’infrastruttura di sicurezza (Gsf), congiuntamente note come WP2X. Inoltre, il contratto comprenderà anche la manutenzione delle attuali versioni operative.

GLI OBIETTIVI E LE SFIDE

Lo scopo principale di questa fase operativa è di ottenere la piena capacità operativa (Foc) per i servizi “Galileo Open” entro la fine del 2020. Per il Public regulated services (Prs), cioè i servizi destinati alle applicazioni governative (e quindi non open), l’obiettivo è invece ottenere capacità operativa iniziale (Ioc). “Le sfide principali – spiega l’azienda in una nota – sono la modernizzazione dell’infrastruttura e l’aumento del livello di sicurezza, inclusa la cyber-security”. Tali evoluzioni saranno sviluppate parallelamente alla manutenzione e al funzionamento delle versioni già dispiegate, che operano dall’inizio da dicembre del 2016, quando i servizi Galileo sono stati dichiarati operativi. Attualmente, infrastruttura del segmento di terra e di sicurezza include più di dieci milioni di linee di codice.

LA DIVISIONE DEL LAVORO

Per tutto questo, Thales Alenia Space sarà alla guida di un consorzio di 15 società. Da parte sua, la francese Thales sarà responsabile della cyber-security e del criptaggio, mentre l’italiana Leonardo sarà responsabile dell’infrastruttura di sicurezza di Galileo. Per tutto il periodo di durata delle attività, 28 mesi (fino a fine 2020), la joint venture e i suoi partner porteranno a completamento il dispiegamento della struttura nei vari siti in tutto il mondo. In particolare, si tratta dei Centri di controllo a Terra (Gcc) a Oberpfaffenhofen in Germania, e nel Fucino in provincia dell’Aquila. Il Centro di monitoraggio della sicurezza Galileo (Gsmc) sarà a Parigi e Madrid, mentre sorgeranno cinque stazioni di collegamento e 16 stazioni di ricezione a terra. Infine, il contratto prevede l’appalto di alcune strutture dedicate al rilevamento di interferenza del sito, per rispondere alla minaccia crescente che i segnali Gnss devono fronteggiare.

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