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ALA arriva in Israele: accordo di joint venture con Yail Noa

Di Michela Della Maggesa
In In Evidenza
11/10/2018
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Il gruppo Ala (Advanced logistic aerospace), leader in Italia nella distribuzione di fasteners e materiali aerospaziali e nella fornitura di servizi di logistica integrata e supply chain management, ha annunciato una joint venture con Yail Noa, gruppo israeliano presente anche nel settore aerospazio e difesa e l’apertura di Ala Israel con sede a Tel Aviv. L’accordo – fa sapere Ala – farà leva sull’expertise e sulla specializzazione geografica di entrambi i gruppi.

“Nel 2010 il presidente Fulvio Scannapieco e il vice presidente Vittorio Genna hanno intrapreso un percorso di crescita internazionale attraverso acquisizioni, joint venture, crescita organica e alleanze commerciali. Ala Israel è uno step fondamentale per la nostra strategia. Con questa nuova sede vogliamo essere sempre più prossimi ai nostri clienti attuali e potenziali in Israele e nell’area”, ha commentato Gennaro di Capuaceo di Ala dal 2017.

Ala Israel sarà guidata da Oren Goor, già ceo di Yail Noa, che ha dichiarato: “Ala Israel è un progetto ambizioso: il nostro obiettivo è fornire una gamma sempre più ampia di servizi rafforzandoci come punto di riferimento nel mercato per attori fondamentali quali Iai, Elbit e Rafael. Siamo pronti a dimostrare i più alti livelli di servizio e la costruzione di soluzioni disegnate sulle loro esigenze.” Ala ha sedi in altri 5 Paesi: Stati Uniti, Regno Unito, Francia, India e Cina e partecipa a importanti programmi nel settore aerospaziale, quali F-35, Atr, A220, C130, M346, GEnx, V2500, B787 e A350.

Nei piani del gruppo non c’è solo Israele e il mercato della difesa. “Stiamo lavorando – ha detto ad Airpress Gennaro di Capua – per nuove realtà, sia in Medio Oriente, sia nel continente asiatico. In Cina ci sono diverse linee finali per velivoli commerciali, come n l’A320neo e altri prodotti tanto del gruppo franco-tedesco, quanto del costruttore americano Boeing”. L’acquisizione del gruppo Stag, con anche la controllata americana Spectech Usa, ha detto il ceo, “è stato il primo atto di un importante percorso che ora va mantenuto. Ciò significa che va data a queste realtà industriali la possibilità di mantenere una certa profittabilità. Poi, tenendo l’azienda ben tesa dal punto di vista economico-finanziario, si ha l’opportunità di avere sviluppo in altri Paesi, ed è proprio quello che stiamo cercando di fare”.

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