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Come rispondere alle minacce chimiche, biologiche e nucleari. L’evento a Roma

Di Luigi Romano
In In Evidenza
10/10/2018
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L’Italia fa “sistema” contro le minacce nucleari, biologiche, chimiche e radiologiche. Il prossimo 16 ottobre, va in scena a Roma l’evento promosso dal Cluster tecnologico, industriale e istituzionale per la preparazione, prevenzione e protezione della popolazione e dell’ambiente dai rischi Nbcr, con la partecipazione di rappresentanti istituzionali, dell’industria e della ricerca. D’altronde, in un contesto internazionale sempre più instabile, cresce il potenziale di minaccia rappresentato da tali armamenti, comunemente identificati con il suddetto acronimo o con l’espressione “armi di distruzione di mazza”.

COME CAMBIANO LE MINACCE

Quest’ultima definizione ben identifica (pur semplificando) il grado di rischio su popolazione e ambiente, in un momento in cui la crescente globalizzazione aumenta incertezze e pericoli. Difatti, il travolgente sviluppo industriale sta comportando da tempo la nascita di imprese in Paesi meno attenti e meno capaci di esercitare un rigoroso controllo sulla produzione e sul trasporto di sostanze pericolose. D’altra parte, proprio la globalizzazione permette la movimentazione internazionale di tali sostanze, la maggiore disponibilità delle conoscenze scientifiche e tecnologiche per avviare nuove produzioni, nonché il più ampio e diffuso livello di istruzione scientifica e tecnica in Paesi che fino ad ora non la possedevano. A ciò si lega la potenziale diffusione di movimenti terroristici che potrebbero realizzare attacchi direttamente (o indirettamente) connessi con il settore Nbcr, ma anche l’informatizzazione della produzione esposta a rischi connessi con la sicurezza cibernetica.

IL CLUSTER CBRN-P3

Come si risponde a tutto questo? Con le tre P: preparazione (di personale e equipaggiamenti), prevenzione (con scambi informativi e controlli efficaci) e protezione (a livello di ricerca tecnologia per strumenti che individuino, identifichino e contrastino le minacce). Tutto questo coinvolge più piani, da quello operativo a quello procedurale, passando per quello tecnologico e giuridico-normativa. È su tali temi che lavora il Cluster Cbrn-P3 (che fonde i due acronimi), nato lo scorso anno con l’intenzione di coinvolgere tutti gli attori implicati nel suddetto sistema, le istituzioni, l’industria, il mondo scientifico e della ricerca.

L’EVENTO A ROMA

Un punto sulle iniziative e le attività del Cluster emergerà dall’evento “Il sistema-Italia per la protezione dai rischi e minacce Nbcr”, in programma il prossimo 16 ottobre a Roma. Ad aprire le due tavole rotonde saranno Roberta Fantoni, responsabile della Divisione tecnologie fisiche per la sicurezza e la salute di Enea, e Ferdinando Nelli Feroci, presidente dell’Istituto affari internazionali (Iai), mentre l’introduzione è affidata a Michele Nones, coordinatore del Cluster. Al dibattito parteciperanno, tra gli altri, il capo della delegazione italiana nei Regimi di non proliferazione Benedetto Latteri (del Maeci), il comandante della Scuola interforze per la difesa Nbc Sossio Andreottola, il direttore delle strategie della divisione Elettronica di Leonardo Angelo Pasini, e il presidente di FederLazio Silvio Rossignoli. I lavori verteranno tanto sulle minacce, quanto sulla loro gestione, cercando di individuare le possibili strategie in un’ottica di sistema-Paese.

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