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Food for flight

Di Gregory Alegi
In Columnist
20/10/2014
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Lo strano sapore del pesce

È il 1956. Un Canadair north star decolla da Toronto per Vancouver, quasi 4mila chilometri più in là, sulle coste del Pacifico. I suoi quattro Rolls-Royce Merlin lo spingono a circa 500 chilometri orari. Senza film, musica o videogiochi, sono soprattutto i pasti a punteggiare il lungo volo che sorvola l’inospitale Grande nord. Pasti fin troppo importanti, perché i due piloti iniziano presto ad avvertire un malessere che si aggrava rapidamente. Lo stesso accade a metà dei passeggeri: tutti intossicati dal pesce avariato. La hostess, disperata, chiede aiuto ai passeggeri. Per fortuna tra questi c’è George Spencer, un ex pilota da caccia della Raf, che si siede ai comandi dell’aereo a lui sconosciuto. Ad aiutarlo c’è solo la moglie. Contro George si accaniscono la preoccupazione per il figlio, anche lui intossicato, gli incubi della guerra e persino una tempesta sul cielo di Vancouver. Alla fine, il North star riesce a posarsi senza danni sulla pista 08: tutti salvi. Se la storia sembra familiare, è perché è la trama di Flight into danger, film-tv scritto da Arthur Hailey (1920-2004) e poi divenuto il romanzo Runway Zero-eight. L’idea della doppia intossicazione venne a Hailey, un inglese che aveva prestato servizio militare nella Raf dal 1939 al 1947, durante un normale volo di linea, tra- sformandola poi in successo anche grazie a una meticolosa ricerca tecnica tipica di tutte le sue opere. In pochi anni le compagnie aeree presero precauzioni per evitare casi analoghi. Per quanto l’avvelenamento da cibo di un intero equipaggio – che sui voli più lunghi contava allora tre piloti, motorista e marconista –  fosse remoto, la probabilità che a bordo ci fossero altri piloti era ancora minore. La soluzione fu semplice: menù diversi per i piloti, evitando che una sola pietanza potesse metterli tutti fuori combattimento. Tutto questo non creò nessun problema a Hailey, che nel 1968 pubblicò Airport, da cui fu tratto nel 1970 l’omonimo film con Burt Lancaster e Dean Martin. Ma questa volta il colpevole era un terrorista.

SALMONE AL GRATIN

INGREDIENTI

4 tranci di salmone fresco
3-4 fette di pane raffermo
1 ciuffo di prezzemolo
1 rametto di rosmarino
2 rametti di timo
1 spicchio di aglio
la buccia grattugiata di 1 limone
sale e pepe a piacere
olio d’oliva

PREPARAZIONE

Frullare pane, erbe aromatiche, aglio e buccia di limone. Aggiungere un cucchiaio d’olio, sale, pepe e mescolare bene. Disporre i filetti sulla piastra, coprirli bene con il pane aromatizzato premendo un po’ perchè resti attaccato. Irrorare con altro olio e infornare a 180° per 20-25 minuti o fino a quando la superficie è ben dorata. Servire ben caldo.

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