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Leonardo ancora nei Dow Jones Sustainability Indices

Di Michela Della Maggesa
In In Evidenza
13/09/2018
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Leonardo è stata inclusa per il nono anno consecutivo nei Dow Jones Sustainability Indices (DJSI). Si tratta di un risultato importante che  – fa sapere il gruppo – conferma l’impegno nell’integrare la sostenibilità nelle strategie di business e nel supportare i processi aziendali e la capacità di fare innovazione. “La sostenibilità e l’innovazione sono alla base del nostro Piano Industriale”, ha commentato Alessandro Profumo, Amministratore Delegato di Leonardo; “La riconferma è una soddisfazione per tutte le persone di Leonardo, un riconoscimento di quanto fatto negli ultimi anni e uno stimolo a al continuo miglioramento”. Anche il presidente, Giovanni De Gennaro, ha espresso soddisfazione per il risultato. “Questo riconoscimento riflette l’impegno di Leonardo a rafforzare il modello di conduzione responsabile del business attraverso comportamenti e processi orientati alla sostenibilità”.

Nel 2018, Leonardo è tra le 8 società del settore Aerospace & Defence e una delle 9 società basate in Italia ammesse ai DJSI. Gli indici DJSI, lanciati nel 1999, includono i titoli di società che si distinguono per risultati eccellenti in termini di sostenibilità economica, sociale e ambientale. La revisione annuale per l’ammissione agli indici avviene attraverso una rigorosa valutazione, svolta dalla società svizzera di asset management RobecoSAM, sulla base di oltre 100 domande.

Intanto, il titolo  Leonardo sale dello 0,53%, a 10,47 euro, dopo le notizie di MF Milano Finanza su potenziali nuovi commesse che potrebbero arrivare dagli Usa entro fine anno. Oltre al programma T-X per i nuovi addestratori dell’USAF, il governo americano dovrebbe infatti aggiudicare una gara, stimata 4,6 miliardi di dollari, per 84 nuovi elicotteri militari. Per gli analisti Leonardo è ben posizionata per “capitalizzare, tramite la controllata Drs, l’aumento della spesa per la difesa da parte degli Usa”. Giudizi positivi anche per il lungo termine, a seguito dell’intenzione di alcuni Paesi europei di aumentare le spese militari. Uno su tutti la Germania, partner dell’Italia in alcuni rilevanti programmi come l’Eurofighter, che vuole investire 42,9 miliardi di euro nel 2019.

 

 

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